Rassegna storica del Risorgimento

CATTANEO CARLO
anno <1971>   pagina <396>
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Clara Maria Lovett
almeno parzialmente, l'atteggiamento politico di Giuseppe Ferrari, che già nel-1 aprile del 1848 aveva proposto un tale accordo.
Nonostante questa professione di fede repubblicana e democratica, ribadita più volte negli scritti e nella corrispondenza privata del periodo 1848-1851. il Cattaneo seguiva con interesse e persino con soddisfazione l'ascesa di Luigi Napoleone in Francia. Fra gli esuli italiani più insigni infatti, Cattaneo fn il solo a non condannare apertamente il colpo di Stato del dicembre 1851. Con* trariamente a Mazzini e a Ferrari, che temevano la distruzione dei diritti civili e politici in Francia, il Cattaneo riteneva che i burgravi di Parigi e l'Assemblea nazionale francese si fossero pienamente meritati la loro sorte.l* Dato il loro atteggiamento nei confronti dell'Italia nell'estate e nell'autunno del 1848 e date le loro azioni nei confronti della Repubblica romana, gli nomini politici della Seconda Repubblica non avevano più alcun diritto a rappresentare le forze democratiche e repubblicane di fronte alle forze della reazione europea.. Ma nel trionfo di Luigi Napoleone Cattaneo scorgeva ottime possibilità per il rivolgimento dell'assetto politico italiano ed europeo. Gli pareva indiscutibile che la Francia, sotto l'egida di un Bonaparte, avrebbe prima o poi fatto ricorso alla guerra per modificare la situazione esistente sin dal 1815. E sperava che la Francia avrebbe sferrato il primo colpo contro la supremazia degli Asburgo in Italia. Al contrario di Pisacane, che si faceva beffe di Luigi Napoleone, l'eroe dell'alcova e della tavola, il Cattaneo sperava che il Secondo Impero avrebbe emulato le glorie militari del Primo. L'intervento diplomatico e mili­tare della Francia in Italia non avrebbe apportato la libertà politica, un tesoro che il popolo italiano doveva conquistare con le sue sole forze, ma avrebbe forse terminata la supremazia degli Asburgo e frenate le ambizioni territoriali del Regno di Sardegna.
Amareggiato dal ripetuto fallimento dei tentativi insurrezionali mazziniani, il Cattaneo puntava sempre più le sue speranze sulle ambizioni del Bonaparte. Così, nel 1853, il Lombardo accoglieva con cinico compiacimento la notizia che un conflitto fra le maggiori potenze europee sembrava imminente. Un lungo viaggio attraverso gli Stati italiani intrapreso nell'autunno del 1853 dal cognato Alexandre*Anatole Brénier, funzionario del ministero francese per gli affari esteri, rafforzava forse la convinzione del Cattaneo che un'iniziativa francese in Italia fosse imminente. Il Lombardo rimaneva pertanto deluso e perplesso dallo scoppio della guerra nella lontana Crimea. Gli avvenimenti del 1854, almeno in apparenza, avevano poco o nulla a che vedere con la questione italiana. Nonostante questa delusione, il Cattaneo dal 1854 fino a Plombières continuava tenacemente a sperare in una qualche iniziativa francese, facendo però ben poca attenzione ai disegni diplomatici del conte di Cavour. A quanto sembra, il Cattaneo non intrawedeva la possibilità di un'alleanza ani i-austriaca fra un Bonaparte e un ministro del re di Sardegna. Tutto sommato, gli avveni­menti del 1858-59 Io colsero di sorpresa.
Verso la fine del 1858, dicerie e speculazioni di ogni genere circolavano fra gli esuli italiani in Svizzera a proposito del misterioso incontro di Plom­bières. Cattaneo aspettava in vano l'arrivo dì notizie più ai lem Uhi li dal cognato
i) Cattaneo Pi minane, Lugano, 29 dicembre 1.851, in Epistolario di Carlo Cat­taneo, a cura di RINALDO CADDRO, Firenze, Barbera, 1949-56, voi. Il, pp. 137*141. 2) Ibidem.