Rassegna storica del Risorgimento
CATTANEO CARLO
anno
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1971
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pagina
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398
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Clara Maria Lovett
vani da ugni porte d'Italia nell'esercito sardo. ' * Pur moltissimi Italiani, tate urruulaincuto era l'unico modo di apprendere l'arte della guerra. Quanto alle ambizioni di Casa Savoia, che aveva criticalo aspramente sin dal 1848, il Cattaneo riteneva che non fosse il caso di preoccuparsene troppo. Era convinto, particolarmente dopo la conclusione dell'alleanza franco-sarda, die la Francia, essendo di gran lunga più forte, avrebbe preso le decisioni più importanti in merito ad un'eventuale guerra contro l'Austria e in merito ad eventuali capovolgimenti politici in Italia. La tradizione bonapartista, secondo il Cattaneo, avrebbe tenuto a freno le ambizioni di Casa Savoia. "'
Per quanto fosse propenso a idealizzare il significalo del bonapartismo nella storia italiana, il Cattaneo si rendeva perfettamente conto che la presenza di truppe francesi a Roma poneva un ostacolo molto grave all'emancipazione politica del paese. Quella presenza francese, contro la quale aveva protestato già nel 1849, gli pareva un simbolo di servilità verso il Papato, il quale era contrario alla tradizione bonapartista. Il Cattaneo sperava pertanto che l'Inghilterra avrebbe fatto pressione su Napoleone HI per indurlo ad abbandonare il ruolo di protettore del Papato, che gli si addiceva assai poco.
Gli amici più intimi del Cattaneo ritenevano eccessiva la sua fiducia nel governo bonapartista. Mauro Macchi, per esempio, pur augurando buona fortuna a Napoleone III, nutriva dubbi molto gravi a proposilo delle mire rivoluzionarie dell'Imperatore ed era convinto che, in ogni caso, la reazione euro* pea> avrebbe ostacolato ogni sua mossa.3) Ma il Cattaneo, durante i primi mesi del 1859, aderiva tenacemente all'idea che Napoleone III, facendo del principio di nazionalità il suo cavallo di battaglia, poteva compiere una missione politica d'importanza vitale non solo in Italia, ma nell'Europa intera. Nel maggio del 1859, Cattaneo scriveva a Brénier:
Permetiez-nioi donc d'iraaginer une chaine de peuples rcnilus ou ronservés à leur libertà à l'ombre de la Dictature héréditaire du peuplc francai ... Au sein d'une liberlè commerciale absoluc et d'une union antidou arcière, ces peuples se rapproche-raient tonjours plus entr'eux.... et vous anriez une Suisse gigantesque, un boulevard de peuples gouvernés chacun selon son gofit et dont l'unique lìen commini serait la protection morale de la Franco s'étendant depuis Genève jusqu'à Atbènes... Plus ce systeme serait federai et elasriqae. plus il pourrait pio n per dans l'interieur de ces deux empires quo le principe de la nationalité vieni à dóromposer, et moina Fon aurait à craindre de l'hostilité de I'Angleterre et do la concurrence de la Russie.4)
Brénier, che conosceva il Cattaneo da quasi vcnt'anni, era forse in grado di paragonare questa visione politica alle speranze del cognato lombardo prima del 1848, nella trasformazione, cioè, della monarchia asburgica in una federazione di popoli liberi, uniti da interessi economici e da legami dinastici. Negli avvenimenti del 1848-49, il Cattaneo aveva scorto il fallimento della missione storica degli Asburgo in Europa. Nella primavera del 1859, a quanto sembra, egli
*} Cattaneo od Agostino Beri ani. Lugano, 11 gennaio 1859, in Epistolario Cammeo di, voi. HI, pp. 93-94.
2) Cattaneo a Brénier, Lugano, 1 febbraio 1859, ìbidem, pp. 98.100.
s] Mauro Macchi n Cattaneo, Torino, 13 marzo 1859, Raccolte Stornile del Comune di Milano, Carte di Carlo Cattaneo Plico VII, Cartella 25, N. 15.
4J Cattaneo a Brénier, Lugano, maggio 1859, in Epbaolurio Cattaneo iit.. voi. Ili, pp. 138-144.