Rassegna storica del Risorgimento
CASALE MONFERRATO STORIA 1859
anno
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1971
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pagina
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400
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A CASALE MONFERRATO NELLA PRIMAVERA DEL 1859 l)
Per dieci anni, dal 1849 al 1859, 3 congressi della pace avevano concluso nei loro ordini del giorno, che i cannoni sarebbero diventati oggetti da museo. I cannoni erano invece afilniti sugli spalti di Casale, che per la seconda volta si trasformava nella città più fortificata d'Europa. ">
Sulla località e sui protagonisti erano puntati gli occhi del mondo, e sui 25.000 casalesi incombeva una rassegnata indifferenza. Non isterismi né gazzarre, ma una melanconica curiosità.
D 19 marzo 1859, giorno di S. Giuseppe, fu ordinata nel Regno sardo la mobilitazione generale. Casale si riempì di soldati dalle divise odoranti di muffa e naftalina, spiegazzate per il lungo riposo sotto i materassi di crine. Piazza Castello non era ancora la sede tradizionale della fiera, che si teneva invece in un prato dove attualmente sono i pubblici giardini. Il Castello, con i suoi rivellini, fossati e barbacani, occupava gran parte della piazza alTinfuori della zona di levante di fronte alla città. Nei rivellini della parte Nord, dove attualmente vi è il monumento alla Difesa di Casale,3) si apriva l'ingresso principale; la zona Sud era adibita a ghiacciaia municipale; con l'abbattimento di questa parte si costruì il mercato coperto. Nella zona dove sono collocate le colonnette che sbarrano Via Galeotto del Carretto, davanti al
i) Le notìzie storiche sulla Città di Casale alla vigilia e durante la guerra del 1859, sono state desunte dagli Atti consolari del Municipio casalese, raccolti in fascicoli, e custoditi presso la Biblioteca civica di Casale. Le notizie di cronaca e di ambiente, sono state ricavate dai vari giornali che si pubblicavano in Casale nell'arco degli anni 1853-1861 (// Tempo, L'Eco del Po, La Bandiera casalese), nonché dai ricordi di un contemporaneo in parte manoscritti, in parte pubblicati nel mese di febbraio 1901 sul giornale casalese L'Avvenire. Dagli Atti consolari e dalle cronache dei giornali viene confermata sempre più l'opinione che le guerre d'indipendenza furono sentite da una élite di cittadini, mentre le masse popolari non davano segni di eccessivo amore per l'Italia unita.
2) Casale, per la sua particolare posizione geografica, fu città fortificata durante il dominio dei Gonzaga che nel 1596 costruirono una cittadella ed imponenti mura. Nel 1600 subì numerosi: assedi tra cui uno citato dal Manzoni nei Promessi Sposi (...quella maledetta Casale...). Fu smantellata nell'arco degli anni 1703*1713 (piando la Città passò dai Gonzaga ai Savoia (VINCENZO DE CONTI, Notìzie storiche della Città di Casale e del Monferrato* voi. IX, Casale, Tip. Casaccio e Bagna, 1841).
8). Monumento a ricordo della difesa di Casale del 1849. Il 23, 24, 25 marzo 1849, dopo la battaglia di Novara, gli Austriaci, nello slancio della vittoria, tentarono di occupare Casale, città sguarnita di truppe di linea. Il Governatore del Castello, gon. Solare di Villaiiova, mise in batteria gli otto pezzi a sua disposizione, impedendo agli Austriaci il passaggio del Po. Al Governatore de) Castello si uni la Guardia Nazionale, e tutti i popolani validi alle armi della ritta. Gli Austriaci si ritirarono oltre il Sesia. Per tale atto di valore Casale fu decorata di Medaglia d'oro. Vedi Relazione uranici* pale delle tre giornate delia difesa di Casale , nell'Archivio del Municipio di Casale.