Rassegna storica del Risorgimento
CASALE MONFERRATO STORIA 1859
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1971
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Casale Monferrato nel 1859 401
Liceo, si innalzava nn portone, che dava accesso ad una casamatta, nel cui cortile, i francesi di Napoleone 1 avevano impiantato la ghigliottina. A ponente, nella zona antistante il lungo Po, vi era il famoso Viale dei Sospiri>. Tutta la città era circondata da mura di difesa che iniziavano da porta Castello verso sud e, snodandosi attorno ai quartieri, arrivavano ad allacciarsi alla zona Nord.
Fu nell'interno del Castello che giunsero i primi contingenti di truppa. Dorante la libera uscita, nelle osterie della città, ed in modo particolare in quelle di via degli Angeli e di vicolo del Giunco, si davano convegno i compagnoni delle Valli savoiarde; i Monferrini facevano ballare i tavoli in vicolo del Torchio ed in via dei Fiori, con rumorose partite alla morra. Innaffiavano la loro gagliarda gioventù con boccali di nerissimo barbera.
Le mura ed i vicoli davano alla città nn aspetto medievale. La toponomastica cittadina era ricca e suggestiva: vicolo del Forno, vicolo del Platano, vicolo Battiloro, vicolo dell'Arco, ecc. ecc. Nelle ore notturne una tenue illuminazione ad olio confondeva le ombre con le persone, che per infondersi coraggio e denunziare la buona fede, parlavano ad alla voce. Se vi era bisbiglio, porte e finestre venivano chiuse a catenaccio nel timore di nn assalto dei grassatori. La ronda girava per la città battendo con violenza i tacchi sul selciato.
Nella Città, si pubblicava il Tempo, giornale di arte, commercio, scienza, e letteratura, e l'unico portalettere girava per le vie, strisciando i piedi, dalle sette di mattina alle 10 di sera, I ritrovi cittadini erano animati. Si parlava di ambasciatori e di conferenze al vertice; il popolino, pur sentendo odore di avvenimenti straordinari, non si rendeva conto del grave momento storico. Osservava curioso le esercitazioni militari e l'arrivo delle munizioni.
Le nuovissime fortificazioni si stavano armando e sulle piazzole venivano collocati i cannoni. Grossi pezzi da fortezza si arroccavano sugli spalti del Nord, sul fortilizio avanzato dell'Opera Orti, sul colle di S. Anna e sul Baluardo 25 Marzo. I cannoni ad avancarica giungevano da Alessandria in ferrovia.3) Con funi, catene ed enormi ruote, venivano trasportali e collocati nelle rispettive sedi. Portavano incisi strani nomi: fulmine, lampo, tempesta, flagello!! Due grossi pezzi di fabbricazione inglese venivano piazzati in riva al Po, tra il ponte sospeso é quello della ferrovia; nel cerchio della culatta stava scritto: ...Se parlo io!...>.
Uomini; donne e soprattutto ragazzi, osservavano il passaggio degli armamenti, commentavano le dimensioni, l'ampiezza delle bocche da fuoco, il
ì Nel 1854, in previsione di una prossima guerra contro 1!A list ria, il ministero dell Guerra del Regno sardo aveva fatto iniziare in Casale i lavori per la costruzione di nuove mura, sulle fondamenta di quelle gonzagh esche, e con varianti adeguate alla nuova fonografia della città. Dagli Atti consolari ciu 1854, si rileva che in città vj furono aspre polemiche sulle costmende fortificazioni che avrebbero fatto perdere u Casale i privilegi di Città franca. II sindaco Mcllana, deputato al Parlamento subalpino al batté strenuamente in favore della costruzione. Sono sue parole fino a tanto si troverà lo straniero al di là del Ticino b una necessità ineluttabile per la difesa della nostra patria, l'Italia, che Casale sia nn punto fortificato , in Ani consolari cit., 1856,
8) Nel 185S vennero ultimati i lavori dalla staziono ferroviaria e del ponte ferroviario sul Po, Casale venne collegata con Alessandria e Vercelli; fa una delle prime ferrovie costruite nel Regno Sardo. Vedi Alti consolari cit, 1855.