Rassegna storica del Risorgimento
CASALE MONFERRATO STORIA 1859
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1971
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404
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404 Gabrielle Serrafero
Essa vorrà in tal guisa dar prova di quell'affetto che la rende cotanto cara ai suoi coti' cittadini ed illimitatamente devota verso la comune patria. Casale, Palazzo del Municipio, 1.6 aprile 1859.
1 giovani Casalesi risposero all'appello. Meglio a Casale dentro le mura che nei campi della Lombardia!
Furono chiuse le scuole elementari, massima istituzione scolastica municipale: anche gli istituti superiori, monopolio dell'autorità ecclesiastica, furono invitati a sgomberare i locali per dare alloggiamento alla truppa. Chi trasse beneficio da questo stato di cose fu un certo Gep, pedagogo senza patente, a cui le madri affidavano i figli discoli per lezioni private. Seguendo i metodi antichi e precorrendo certi sistemi moderni, vagolava con i suoi allievi lungo il Po o sotto i portici, a seconda della clemenza del tempo. Il Gep aveva un fratello pittore che girava per la città con riga e pennelli, usando la riga per aiutare il fratello a mantenere la disciplina scolastica ed i pennelli per dipingere insegne a chi ne faceva richiesta. Era anche scultore ed architetto. Aveva costruito un Duomo di Milano > in cartapesta, che portava in piazza, rimediando qualche moneta che gli serviva per cucire il pranzo con la cena. Questo girovagare per la città gli dava talvolta il privilegio di conoscere importanti notizie; il 23 aprile fu il primo a comunicare che il barone Kellersperg3 ) aveva consegnato a Cavour una lettera con la quale Francesco Giuseppe invitava Vittorio Emanuele a smobilitare entro tre giorni. Il 29 aprile vennero segnalate le prime scaramucce tra Austriaci e Piemontesi nella zona di Zigna-sco. Il 30 Gyulai passò il Ticino in più punti, invadendo Novarese, Lomellina e Vogherese.. Fu chiamato d'urgenza Cialdini dalle sponde della Dora; a marce forzate venne a stabilire il suo quartier generale a Casale.
I Casalesi si accorsero finalmente che c'era la guerra. I comandi militari avevano fatto tagliare le piante dei viali per costruire barricate davanti alle porte dei bastioni; uno stretto corridoio permetteva alle sentinelle il passaggio alle due testate. Nella campagna circostante venivano abbattuti alberi ed alte siepi per rendere agevole alle vedette l'osservazione dei movimenti nemici. I genieri gettavano un ponte di barche tra quello in corde e l'altro della ferrovia. Sei pezzi di grosso calibro venivano collocati nelle opere fortificate del Rondò, fuori mura.-> Altri pezzi di artiglieria venivano piazzati alla testa di ponte e mimetizzati da un alto terrapieno. Un intenso bosco di pioppi a valle del monte della ferrovia venne raso al suolo. Nei muri di cinta dei cimiteri cattolico ed israelitico furono d'urgenza praticate, a distanza regolare, numerose feritoie ed i fucilieri ebbero l'ordine di resistere ad oltranza.3' Casale era pronta a ricevere l'urto nemico.
Le truppe di Gyulai, dopo una veloce marcia, si attestarono sul Sesia a ridosso di Terranova, prendendo contatto con quelle di Cialdini.
Xe cronache dei giornali easaleià parlano impropriamente del hnrone Kellesperg come ambasciatore a Torino. Si tratta in verità dell'invilito del governo austriaco ebe recava l'ullimatnm.
*) Il Bondò è una località nei pressi di un quadrivio sulla sponda destra del Po tra Casale e Terranova.
3) I cimiteri* cattolico ed israelita, si trovavano fuori mura, nulla sponda destra del Po. Per la loro particolare posizione strategica Si prestavano ad opere avanzate di difesa. Àncora pochi anni fa si notavano alcune vestigia di ferii MÌO.