Rassegna storica del Risorgimento
CASALE MONFERRATO STORIA 1859
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1971
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Casale Monferrato nel 1859
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Ad Alessandria affluivano, provenienti da Genova, le truppe francesi di Napoleone III. Un battaglione del genio prese quartiere al monastero di San Bartolomeo.
Giunse da Pontestura Giuseppe Garibaldi e prese alloggio in casa del conte Maistre. *)
L'autorità militare aveva nel frattempo proclamato lo stato d'assedio. Questa frase evocativa di gesta medioevali, aveva per Casale il semplice significato di coprifuoco. Il proclama annunziava cbe la città ed il territorio erano sotto gli immediati ordini dell'autorità militare; i cittadini dovevano restare nelle loro case dalle 10 di sera alle sette di mattina e non potevano uscire che per giustificati motivi e con relativo permesso; che ogni famiglia avente finestra verso la strada doveva esporre un lume per tutta la notte; che le vie della città dovevano essere assolutamente sgombre per non ostacolare i movimenti delle truppe: ordinava infine che bisognava rispondere ed obbedire ad ogni invito dell'autorità militare, ma sopra tutto stare tranquilli, confidando nel valore dei difensori del patrio suolo. -' I Casalesi obbedirono rintanandosi' come talpe nelle loro abitazioni
Di notte incombeva sulla città un greve silenzio, interrotto dal passo pesante della ronda e da qualche crepitio di fucileria, trasportato dal vento. I militari. ammucchiati nei conventi, borbottavano giaculatorie in attesa dell'alba. Il ne-mico spiava le mosse dei Piemontesi per attaccare in forze e passare il Sesia; giungeva notizia che Vercelli era occupata e che gruppi di Croati si spingevano in ricognizione fino a Trino e Motta dei Conti.
Verso i primi di maggio due corpi austriaci, con manovra combinata partendo da Candia e da Vercelli tentarono di passare il Sesia nei pressi di Ter* ranova.
I nostri fanti di prima linea, sentendosi protetti da una buona retroguardia disposta a catena, bevevano anice e mangiavano fichi secchi. I più fortunati polenta e riso.
Nell'esercito piemontese non vi era la sussistenza militare; questo servizio era dato in appalto ai civili che si limitavano a rifornire le retrovie lasciando ai piccoli rivenditori da banchetto il rischio delle zone più pericolose. Con ceste, gerle, carri e carrette, questi ambulanti avevano creato dietro la prima linea un pìccolo variopinto mercato; vendevano pane, frutta, liquori e castagnaccio.
Giungeva improvviso un dispaccio segreto del comando generale che ordinava alle troppe del Sesia di ripiegare sulla sponda sinistra del Po in caso di perìcolo. Radio fante, che è sempre esistita ancora prima di Marconi, lanciò la notizia. Le vedette, appollaiate sulle piante, avendo notato che alcuni reparti austriaci stavano guadando il Sesia, diedero l'allarme. Per tutto il mercato fu un grido solo: J'A Iman! J'Alman! . '')
Terrorizzati e stravolti, i mercanti si diedero ad una fuga caotica, rovesciando ceste e vettovaglie, abbndonando cavalli e carretti a ridosso dei soldati. Nel paese di Terranova, questa valanga di fuggiaschi comunicò agli abitanti il panico ed il terrore.
Fu una corsa sfrenata che in breve assunse l'aspetto di un uragano. Sbattere
*) Attualmente in via Garibaldi una lapide sull'esterno dei muri dì casa Maistre ricorda il soggiorno dell'eroe in Casale nelle storiche giornate del 1859. 2) Atti consolari eit, 1859. ) I Tedeschi! I Tedeschi!