Rassegna storica del Risorgimento

CASALE MONFERRATO STORIA 1859
anno <1971>   pagina <407>
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Cosala Monferrato nel 1839 407
Era il 21 maggio quando giunse la notizia della vittoria di Montebello; fu grande la gioia, ma anche la commozione per la morte del valoroso casalese conte Morelli di Popolo, colonnello dei cavalleggeri. Nello slesso giorno Vittorio Emanuele trasferiva il quartier generale a Casale. Prendeva alloggio a Palazzo S. Giorgio. -l) Si stavano sviluppando i movimenti strategici che avrebbero cul­minato nelle vittorie di Solferino e S. Martino dopo le giornate di Palestra.
In quei giorni i ponti di Casale sopportarono tutto il peso dell'esercito al* leato che dal 20 al 30 maggio sfilò come una grande parata per le vie della città.
Entravano i battaglioni da Porta Marengo e, dopo un breve riposo, uscivano da Porta di Po. Altri prolungavano il riposo per qualche giorno, trovando siste­mazioni di fortuna nei conventi, nelle chiese, nelle scuole e sotto le tettoie del quartiere S. Luigi. I treni, carichi di truppe, non si fermavano in Casale, ma scaricavano i soldati alla testa di ponte dove sorgevano attendamenti provvisori. Lo stradale del Valentino era una lungo colonna multicolore di soldati, di uffi­ciali, di cavalli e di carrozze. Fu il più imponente carosello che avesse mai visto la.città nella sua lunga storia militare. Molti reggimenti non si fermavano; entra­vano da una porta ed uscivano dall'altra, gonfiandosi enormemente in fondo a via di Po per assottigliarsi in un tenue budello sul ponte sospeso. Artiglierie, carriaggi, trombe, tamburi e musiche, fanti e cavalleggeri, cacciatori e granatieri e zuavi e turcos poi altre musiche ed altri tamburi; una coreografia da Cecil de MUle. Passavano i pontieri con i barconi del Rodano, i dragoni su cavalli tutti neri; poi altre musiche ed altri tamburi. Chi transitava sul ponte sospeso doveva rompere la cadenza del passo perché il vecchio rudere mal sopportava le ecces­sive oscillazioni. -) Sul ponte della ferrovia, due file di fanti sfilavano ininter­rottamente, facendo ala al passaggio dei treni.
Sul ponte di barche, mandrie di buoi trottavano a suon di legnate, aizzati dalle ranche voci dei bovari, addetti alla sussistenza. Per i Casalesi era una festa e per i ragazzi un sollazzo. Correvano ad una porta per ricevere un reggimento, e lo accompagnavano all'altra porta, con trombette e bandierine.8) Alla sera tor­navano a casa con fagotti pieni di gavette, cinturini, coltelli e munizioni, che i soldati avevano abbandonato lungo i vicoli della città. Via Marengo e via di Po erano un trionfo di bandiere; vennero spogliati i giardini per gettare fiori alle truppe.
I venditori di castagnaccio, che tenevano banco nell'angolo di Via Testa Grigia, si erano aggiornati con gli eventi ed avevano inaugurato una fantasiosa divisa. Uno, con giacca militare e lunga tuba in testa, l'altro in stiffelius, con ber­rétto da generale. Un certo Talatu organizzava feste danzanti clandestine; elu­dendo la legge marziale, affittava ballerine in cambio di zucchero e rosolio.
In quei giorni si chiusero anche gli stabilimenti Industriali, se così possiamo definire le due filandre di S. Chiara e Guazzone, e la concerìa di salita S. Anna.
) Palazzo S. Giorgio è l'attuale sede del Municipio di Casale.
2) Era un ponte in corde costrutto verso il 1843 da una compagnia francese che pi era riservata i diritti di pedaggio per 39 anni.
8) Anche le figlie del capo di Stato Maggiore generale dell'esercito Enrico della Rocca parteciparono all'entusiasmo dei ragazzi ensnlesi. Vedi Autobiografia di un vete­rano, Bologna, Zanichelli, 1897, p. 427.