Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno
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1971
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pagina
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409
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AUSTRIA E ROMA NEL 1870
1. H n'y a plus que <leux Prinees , esclamava Pio IX nel gennaio 1866, qui défendenl les prinripes éternels sur lequels reposent les trónes. C'est rEmpereur Francois Joseph et mai.J> Francesco Giuseppe: l'Austria, la sola grande potenza che a quella data non avesse ancora riconosciuto il regno d'Italia,2) il necessario punto d'appoggio del potere temporale.
Alla vigilia dello scontro con la Prussia bismarckiana, l'Austria viveva un periodo di profonda trasformazione interna. La sconfìtta del 1859 aveva messo in crisi il sistema assolutistico e aperto la via alle riforme costi!azionali del 1860-61 : a> un tentativo di riordinare quell'assetto interno che aveva compro* vato la sua debolezza. Anche sul terreno internazionale la sconfitta non era stata accompagnata dalla rinuncia, che anzi il diffuso scetticismo sulla vitalità del regno d'Italia pareva avvalorare i calcoli di quanti speravano nel recupero delle posizioni perdute. L'impero attraversava un periodo assai diffìcile; tutta* via c'era una larga fiducia che, superate le difficoltà interne, esso avrebbe restati* rato la sua egemonia in Italia e vinto il confronto con la Prussia.
La Convenzione di settembre del 1864 parve offrire altri spiragli a questa strategia. In realtà erano le ultime battute della contrapposizione che per secoli aveva visto scontrarsi, diplomaticamente o militarmente, in Italia la Francia e l'Austria. Le ultime stanche battute d'uno scontro che stava per esaurirsi. Ma gli uomini che le vivevano credettero che l'impegno francese a sgomberare Roma implicasse una situazione che avrebbe riaperto all'Austria le porte dell'Italia. L'uomo scelto per dar vita a questa ipotesi fu il barone von Hubner già ambasciatore a Parigi e ministro di polizia, esponente assai in vista del partito clericale reazionario. Le istruzioni affidategli sul finire del 1864 rivelano il ruolo al quale egli era destinato. Se le circostanze, esse dicevano, avevano in precedenza paralizzato l'azione austriaca a Roma, la conservazione del trono pontificio restava un interesse supremo per l'Austria, poiché questo era l'ostacolo più formidabile al consolidarsi del dominio piemontese. Nel difendere Roma, scriveva il Mensdorff. ministro degli Esteri austriaco, nous défendons noe propres possessions eri Italie . Certo il governo imperiale non poteva prestare soccorso armato al Papa; tuttavia gli riconosceva il diritto di invocare l'assistenza delle altre potenze cattoliche. Il papa infatti non doveva fare aucune
4 S. JACJNI. Il tramonto del potere temporale nelle relazióni defili ambasciatori austriaci a Rama (1860-1870), Bari, 1931, p. 182.
2) E. ANCKHCHI, // riconoscimento del regno d'Italia, in Atti del XL congresso di Storia del Risorgimento italiano, Torino, 26-30 ottobre 1961 , Roma, 1963, pp. 4445. 8) Si vedano per tatti: A. J. MAY, Tito Habsbttrg, Monarchy 1867-1914, Cambridge (Mass.), 1968 (4* ediz.t, pp. 28*29 o fonti ivi indicate; A. J. P. TAYLOR, The Babsbttrg Monarchy 1809-1918. A ttistory oj the A ustrino Empire and dustria-Hungary, Londra, nuova ediz., 1960, pp. 95-130; sulle riforme costituzionali: E. SESTAN, Le riforme costituzionali austriache del 1860-61, in: La crisi dell'Impero austriaco dopo Villajranc, Trieste, 1961, pp. 63 e ss.