Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
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1971
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410 Ennio Di Noljò
concession che potesse compromettre Son indépendance et Ja plénilude de ses droits. Una conciliazione con l'Italia era un'utopia dannosa anche per gli interessi religiosi e politici dell'Austria poiché essa avrebbe provocato la soggezione del Papa all'Italia. Che se, anzi, Pio IX non avesse più goduto in Roma delle garanzie indispensabili all'esercizio dei suoi poteri, l'imperatore lo avrebbe accolto con gioia nei suoi Stati: meglio un temporaneo esilio di un compromesso *)
Il revanscismo da cui era ispirata questa posizione implicava la distruzione del regno d'Italia, e la ripresa della lotta contro i Francesi. Le istruzioni al barone Hiibner raccomandavano di ménager le suscettibilità francesi al fine di evitare una rottura; ma nessuno poteva illudersi che Napoleone accettasse passivamente la distruzione di quello che era, dopo tutto* il frutto della sua azione politica, e subisse viceversa una restaurazione austriaca. Se mai si potrebbe ipotizzare il progetto di Napoleone di creare in Italia un assetto ancora più favorevole alla Francia, attraverso la sostituzione del regno unitario con strutture federali. II presupposto austriaco appare poi ancor meno fondato quando si consideri che nel 1864 era già delineata la fase ascendente dello scontro che, attraverso la crisi dei Ducati, doveva portare al conflitto del 1866 con la Prussia.
Quando il Papa mostrava di fidarsi unicamente del legittimismo austrìaco, egli era ispirato dalla profonda diffidenza che gli eventi del 1859-60 avevano rafforzato in lui verso l'imperatore francese. Se Pio IX non nutriva alcuna illusione circa le intenzioni ultime di Napoleone IH, egli si lasciava governare dalla propria diffidenza fino a porsi in una condizione diplomatica senza alternative, costringendosi a un discorso obbligato. L'Italie , giudicava il cardinale An-tonelli, pas plus aujordirai qu'autrefois, ne fait da sé. Ses destineés ont toujours été, et seront encore pendant longtemps, la resultante des relations entre l'Autriche et la France. L'Autriche... ne tarderà pas à se relever et à pren-dre, avec ses forces, la position qui lui est due et le poids qu'elle doit excercer en Europe . 2> Ma questo modo di concepire la questione italiana conteneva la genesi della sconfitta diplomatica. Attanagliato da una contesa di cui si evocava il ricordo, nella speranza di assistere a una riproduzione di essa, il governo pontificio sceglieva, tra i contendenti, quello da cui attendeva i maggiori vantaggi, senza comprendere che il margine di manovra di cui Napoleone HI disponeva era esaurito, ed egli doveva essere lo strenuo campione del potere temporale. Ma puntare su uno solo dei possibili contendenti significava esporsi ai medesimi rischi cui erano esposte le fortune di questo stesso contendente.
*) S. j ACINI, op. cit*, pp. 171-73; F. ENCBJ. JANOSI, Osterreich und der VauJma 1846-1918, 2 voli., Graz-Vienna-Colonia, 1958, voi. I, pp. 121-23; In., Der Freiherr voti tìffl/ner, Innabruck, 1933, pp. 178-179. Questo articolo è basato anche sulla consulta, zione del Journal inedito del barone von Hiibner* Il manoscritto del diario appartiene all'Istituto di Storia dell'Università di Padova* al cui direttore, prof. Federico Seneca, va il più cordiale ringraziamento per la cortese signorilità e larghezza con cui ha consentito la coitauluusfone. Su tale diario, le sue vicende e la parte di esso inedita e poco nota si veda: M. Cassi Un uni, Introduzione a: A. von HUBNBR, La monarchia austriaca dopo Villajrancu, Resumé de fan 1859, dal Journal, voi. XIV, Roma, 1959,
PP, v-vm.
?) S. JACINI, op. c.it pp. 177-78; efiw: F. EWJKI.S JANOSI, osterreich cit., voi. I. pp. 125*29; F. ENOBL JANOSI, Wubner ciu, pp. 179.81.