Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno <1971>   pagina <415>
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Austria e Roma nel 1870
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d'ici à peu un ròle predominarli si dea événements imprévua ne viennent paa la déplacer .l) Infatti eran quelli i giorni (giugno-luglio del 1869), in cui il governo di Firenze poneva come conditio sine qua non dell'alleanza lo sgombero da parte francese dello Stato pontificio e il riconoscimento del principio del non intervento (il che implicava la futura libertà d'azione degli Italiani), 2) Su questa linea il Benst assecondava la tesi italiana, auspicando l'accoglimento della condizione, pur con le attenuazioni rese necessarie dalla prudenza, e sugge­rendo che Roma venisse sgomberata prima della vicina riunione del Concilio Vaticano.3-' Il cancelliere austriaco seguiva dunque la linea prescelta all'inizio. Le sue raccomandazioni non furono accolte; Napoleone HI rifintò, com'era nella logica della posizione diplomatica francese, di fare qualsiasi concessione espli­cita. Roma, si proclamava a Parigi, non era oggetto di transazione.4) I nego­ziati per la triplice alleanza venivano sospesi, senza che i termini della situa­zione diplomatica cambiassero, destinati a riproporsi non appena l'urgenza di una coalizione si fosse nuovamente prospettata. Ciò accadde nell'estate del 1870. Sennonché a tal punto si era verificato un mutamento di sfumature denso di effetti. Se durante gli anni 1867-69 chi aveva più intensamente desiderato costi­tuire un raggruppamento di forze antiprussiano era stata l'Austria, e il governo dì Vienna aveva pertanto con maggiore insistenza cercato di liberare il cam­mino dagli ostacoli, chi nel 1870 desiderava con crescente ansietà l'alleanza era la Francia, la quale veniva a trovarsi dinanzi ai nodi non risolti e ora tali da non poter essere elusi, se non a prezzo di lasciare piena libertà di manovra agli interlocutori,
3. Durante tutta la crisi diplomatica* aperta ai primi di luglio del 1870 dalla pubblica rivelazione della candidatura Hohenzollern al trono di Spagna, la linea di condotta seguita del Beust fu contorta e talora apparentemente con­traddittoria, fino a risultare non del tutto decifrabile per ciò che concerne la questione romana. Le antinomie vengono tuttavia spiegate se si tengono pre­senti alcuni elementi che costituiscono lo sfondo della situazione e chiariscono il modo specifico di porsi della questione romana per i governanti austriaci.
Il primo di questi elementi riguarda la politica religiosa austriaca, giunta nel 1870 a un punto di svolta, proprio in coincidenza con l'esplosione del con­flitto franco-prussiano. Le polemiche anticoncordatarie erano state acuite nel­l'impero dalla convocazione del Concilio Vaticano, e trovarono un favorevole terreno di coltura nei lavori preparatori. Nel febbraio 1870, la diffusione dello schema De Ecclesia, contenente le proposizioni relative alla proclamazione della infallibilità papale, aprì la strada a soluzioni radicali. Il governo austriaco lasciò la posizione di attesa e, quando le discussioni vaticane investirono il problema
*). Mettermeli a Bcuat, 3 giugno 1869, in N. Muto, 1, n. 899, pp. 489-90.
) R. Moni, Il tramonta eiL, pp. 382-85.
8) Beust a Mei temidi, 9 giugno 1869, in: H. ONOKEN, op. cù, voi. 1IL pp. 202-204; efr, lo stesso allo stesso, 9 giugno 1869, lettera particolare e confidenziale, ivi, pp. 201-202; Beust a Viminim von EckatHdt, 26 agosto 1869, in: Lea origine diplomatìguea de Ut guerre de 1870*71. Recuetl de documenta officiela publiia par le Miniatóre dea Af­faire* Etrangères, 29 voli, Parigi, 1910-32, voi. XXV, app. 11, pp. 400402.
*) Metternlcb a Beust, 20 settembre 1869, in H. ONCKEN, op. eit., voi. IH, pp. 233-235; VitzUium a Beust, 1 e 7 ottobre 1869, in: H. ONCKEW, op. oiu, voi. IH, pp. 24446 e 250-52; R. MORI, Il tramonto cit-, p. 385.