Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
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Ennio Di Nolfo
delle prerogative papali, dopo una breve campagna di stampa, predisponeva i provvedimenti necessari all'abolizione del concordato del 1855. Il 20 luglio, soltanto due giorni dopo l'approvazione del dogma da parte del Concilio, il gabinetto imperiale approvò il principio della denunzie unilaterale del concordato. 11 30 luglio il Beust lo annunziava all'incaricato d'affari austriaco a Roma, von Palomba, giustificando la decisione come effetto della unilaterale proclamazione del Concilio, proclamazione in virtù della quale cangiava la natura d'uno dei contraenti l'atto del 1855.*> Quanto tale provvedimento fosse radicato nell'opinione pubblica austriaca era esplicitamente ammesso dal pur devotissimo imperatore: La soppressione del concordato , egli scriveva alla madre il 25 agosto 1870, è slata certamente anche per me un peso. Eppure mi sono deciso a questo passo, perché esso costituisce la misura più moderata e a mio avviso più giusta di fronte alle infelici decisioni di Roma... Per il Papa, nella situa* zione in cui ci troviamo e in cui è l'Europa, non posso far nulla . *>
Francesco Giuseppe indicava con le sue parole lo stretto collegamento esistente tra la politica religiosa dell'Austria e la difesa del potere temporale. Quando il von Palomba lesse al cardinale Antonelli la denuncia del concordato, la irritata reazione del segretario di stato (puntualmente registrata nel diario Hiibner), fu : C'est aussi impie que bete . E lo stesso Antonelli riferiva allo Hiibner d'aver esclamato: Ce que vous me lisez ne m'étonne pas, cela prouve les bonnes disposi tions du c.te Beust pour le Saint-Pere et est en parfait accord avec la conduite qu'il suit à Florence, vale a dire col suggerimento, rivolto al governo italiano, di profiter des évènements de France pour envahir et occuper toutes les provinces pontificale? à l'exception de la ville de Rome .3) Anche il segretario di Stato comprendeva dunque come la linea seguita dal cancelliere austriaco sul terreno religioso fosse omogenea a quella imboccata sul piano internazionale. Su questo piano si individuano gli altri elementi di sfondo dell'atteggiamento austriaco.
Quando la crisi diplomatica esplose, nulla aveva ancora mutato la posizione del Beust. Il significato della sua presenza al governo restava quello d'essere l'uomo della rivincita. Era giunto il momento? Il Beust non era personaggio da lasciarsi andare all'improvvisazione. La risposta alla sfida implicita nel conflitto franco-prussiano doveva venire da una puntuale verifica delle condizioni: l'esistenza di un adeguato consenso interno, e di un contesto internazionale tale da lasciar prevedere un successo, nonostante il carattere improvviso della crisi. In particolare: all'interno, atteggiamento degli Ungheresi; all'esterno, atteggiamento dei Tedeschi del sud, dei Russi e degli Italiani. Punto, quest'ultimo, collegato al necessario riproporsi dell'ipotesi di triplice alleanza italo-franco-austriaca.
L'atteggiamento degli Ungheresi fu uno dei primi sintomi di insuccesso per la strategia del Beust, Se egli aveva pensato che, impegnali a vivere l'esperimento
*) Sulla denuncia del Concordato da parte austriaca: F. ENGEL JANUSI. òsterreich und der Vaùìum dt, voi. I, pp. 156*75; S. .TÀCINI, pp. cfc, pp. 264-65 e 308-309; G. MARTINA, // Concìlio Vaticano I e la fine dal potere temporale, in Rivista storica, toscana, luglio-dì cembro 1970, pp. 14147 ; A. TAMHOHUA, Imbro Tkalac e Ultalia, Roma, 1966, pp. 136-43. L'opera fondamentale resta peraltro: M. HUSSARGK, Die Krise und die Losung des Konhordutes von 18. August 1855, Vienna-Lipsia, 1932; ofr. altresì l'annotazione nel Journal dello Hiibner in dota 17 agosto 1870.
8) M. HUSSARBK, op. ch.t pp. 34344, dt in: 6. MARTINA, art. ciU, pp. 14647.
8) A. von HCBNBH, annotazioni del 17 agosto o del 28 ottobre 1870.