Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno <1971>   pagina <417>
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Austria e Roma nel 1870
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dualistico, gli oligarchi magiari lasciassero via libera alla politica germanica del cancelliere, fu disilluso precocemente. Gli Ungheresi occuparono in fretta la loro nnova posizione, egemonica nell'assetto istituzionale, e subito condiziona­rono con la loro ostilità ogni iniziativa suscettibile di alterare l'equilibrio rag-giunto. H che sarebbe accaduto se l'impero fosse stato di nuovo attratto nella sfera germanica. Questo modo di vedere le cose, già preesistente in linea di mas. sima, divenne del tutto palese allorché i governanti francesi, alla metà del mese di luglio, mostrarono la loro bellicistica intransigenza col rifiuto di accontentarsi della rinuncia unilaterale al trono spagnolo fatta da Leopoldo di Hohenzollern e alzarono il prezzo, esigendo i ben noti impegni da parte del re di Prussia. Il 14 luglio, parlando alla Camera dei deputati ungheresi, il conte Andrassy, presi­dente del consiglio cisleitano. manifestò espressamente il suo orientamento neutralistico *) intessuto di indifferenza per le ambizioni degli Austriaci in Ger­mania e di preoccupazioni per ciò che i Russi avrebbero fatto.
Pochi giorni appresso lo Andrassy confermò tale suo orientamento conver­sando con Isacco Artom, inviato speciale italiano a Vienna: Noi , diceva lo statista magiaro, ci armeremo immediatamente e già abbiamo incominciato a farlo; ma vogliamo evitare di impegnar prematuramente la nostra libertà d'azio­ne; inoltre egli parlava con qualche amarezza della leggerezza con cai la Francia voleva compromettere altre potenze , e viceversa ammetteva che un intervento russo nella guerra avrebbe incontrato l'opposizione militare dell'Au­stria. 2) Tesi, questa, perfettamente eguale a quella sostenuta dall'Andrassy du­rante il Consiglio dei Ministri tenuto a Vienna il 18 luglio per deliberare sulla posizione austriaca e nel corso del quale egli sostenne la necessità di mantenere la neutralità accompagnandola con preparativi militari ispirati dalla preoccupa­zione per la politica russa.3)
Anche sullo scacchiere internazionale le prospettive erano poco favorevoli a un impegno austriaco. Il Beust aveva lungamente accarezzato il progetto di far leva sul particolarismo degli Stati tedesco-meridionali, così da riunirli in una lega antiprussiana ispirata dall'Austria; ma egli fu preceduto su questo terreno dal Bismarck e fu ostacolato dall'aggressività francese, la quale giocò da cataliz­zatore del nazionalismo germanico. Les dernières exigences de la Franco, scriveva il ministro italiano a Monaco di Baviera, ont produit ici mauvais effet. L'opinion publique se prononce sévèrement contre elle . La diffidenza verso l'imperialismo prussiano non era scomparsa, ma veniva messa in secondo piano dal sentimento nazionale abilmente utilizzato dal governo berlinese.4)
Quanto ai Russi, essi restavano collegati alla politica bismarckiana e proprio le incognite concernenti le loro intenzioni costituivano la preoccupazione più
i) S. W. ÌÌM.PKWIN, Diplomai under Stress rii., p. 181.
2) I. Artom a Visconti Venosta, 20 luglio 1870, in DDI, I, XIII, n. 235, pp. 14549; cr. ivi: Curiopo*si a Visconti Venosta, 14 luglio 1870, n. 144, p. 80; Artom a Vi­sconti Venosta, 19 loglio 1870, n. 204, p. 122; lo stesso allo stesso, 21 luglio 1870, n. 229, pp. 14041.
*) W. E. MÒSSE, The European Power* and the German Questìon 1848-1871, with special Referente to England and Russia, Cambridge, 1958, pp. 306-307; F. ENGEL JANOSI, Austria in the Summer of 1870, in The Journal of Central European Affair, 194546, pp. 347-51.
) Migliorati a Visconti Venosta, 15 luglio 1870, DDI, I, XIII, n. 158, p. 92; cfr. ivi; Io stesso allo stesso, 19 e 20 luglio 1870, nn. 208 e 214, pp. 123-24 e 129*30.