Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno
<
1971
>
pagina
<
418
>
418 Ennio IH Nolfo
seria per il Belisi. Dal suo canto, il cancelliere prussiano s'era premunito tempestivamente, ottenendo dai Russi rassicurazione (16 luglio) che in caso di intervento austriaco, lo zar avrebbe mobilitato trecentomila uomini e, all'occorrenza, invaso la Galizia. Quo Dieu bénisse Yotre Juste cause! : così telegrafava Alessandro IT a Guglielmo I di Prussia il 18 luglio: proprio lo stesso giorno in cui a Vienna veniva deliberata una prudente neutralità. Si ignora se, nel prendere questa determinazione il Beust conoscesse già la garanzia russa ai Tedeschi; essa gli fu resa nota* comunque, subito dopo, e gli fu sempre presente Dell'orientare ogni ulteriore impegno dell'Austria. l)
I principali elementi su cui basare una presa di posizione erano dunque poco incoraggianti per il Beust. E tuttavia non si può negare che nessun aspetto lei quadro internazionale fosse tale da destar sorpresa. Né la posizione degli Stati tedesco-meridionali, né la posizione della Prussia contenevano elementi di grande novità. Inoltre la fedeltà alla politica prussiana dei Tedeschi del Sud sarebbe stata messa a dura prova da mutate circostanze, mentre la capacità dei Russi di compiere un tempestivo sforzo militare poteva essere oggetto di dubbio. Insomma, questi due elementi non erano, da soli, tali da modificare completamente le inclinazioni del BeusL Certo non si trattava di fatti incoraggianti: ma la stipulazione di una triplice alleanza con la Francia e l'Italia sarebbe bastata a controbilanciarli.
La risolutezza con cui il Beust si mise all'opera per la stipulazione della trìplice conferma che egli restava fedele al suo disegno di rivincita, e rivela l'importanza che l'elemento italiano e la questione di Roma avevano nel gioco politico austrìaco. Della determinazione con cui il Beust attendeva l'occasione propizia sono testimonianza le parole con cui egli illustrò le sue idee sin dai primi giorni della crisi. Il marchese de Cazaux, incaricato d'affari francese a Vienna, incontrò il 9 luglio il Beust e uscì dal colloquio con la seguente persuasione: La Franco peut compter entièrement sur le chancelier quelles qne soient les conjonctures qui surgissent . -' Il giovane diplomatico francese fu poi giudicato responsabile d'aver amplificato le intenzioni austrìache.8) Sta di fatto che lo stesso giorno 9 luglio il Beust s'incontrava anche con il più esperto e prudente incaricato d'affari italiano, Curtopassi, lasciando in lui impressioni non dissimili da quelle riferite dal Cazaux. Egli confidava infatti nell'atteggiamento energico dei Francesi come mezzo per infliggere un'umiliazione al conte di Bismarck. On ne fait ici , giudicava significativamente il Curtopassi, que suivre les iuspirations de Paris . *) Infatti il proposito da cui il Beust era guidato, anche prima della definitiva svolta bellica della crisi, restava non già quello di favorire una soluzione pacifica bensì quello di favorire qualsiasi mossa capace di mettere i Prussiani dalla parte del torto e di assicurare ai Francesi che, comunque andassero le cose, essi potevano star certi della buona volontà dei neutrali. s> Il che non richiede ulteriori spiegazioni, quando si consideri che, qualsiasi
1) W. E. MOSSE, The European Power* uit., pp. 306-12.
3) De Cazaux a Gramoni, 9 luglio 1870, in: E. BOURGBOIS-E. CI.ER.MONT, Rome et Napoléon III (1M9-1H70). Elude sur lei origine et la dui te du Second Empire,
Parigi, 1907, p. 241.
8) E, BOUHCEOIS-E. CLEKMONT, op. cit., pp. 240-75; dr.: IT. ONCKBN, op. cit* voi. Ili,
pp. 470-71.
4) Curtopassi a Visconti Venosta, 9 luglio 1870, DD1, I, XIII, n. 62, pp. 33-34. ti) S. W. HALPERW, Diplomai under Stress cìtn p. 128.