Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno <1971>   pagina <420>
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Ennio Di Nolfo
celliere austriaco definiva come le point le plus essentiel >. vale a dire de ne pas établir d'enlente avec une auire puiesance a Hnsu de ses alliés .x)
La risposta al quesito austriaco si intrecciò col dipanarsi delle prime battute della crisi franco-prussiana, durante le quali anche il ministro francese a Firenze, Malaret, fece un passo analogo ottenendo la ben nota risposta che, nel caso di guerra, la Francia non avrebbe trovato l'Italia schierata nel campo dei nemici, ma che frattanto la presenza della guarnigione francese a Roma rendeva difficili intese più strette.21 Ancora più esplicito fu il Visconti Venosta col Kubeck, lasciandogli scorgere un désir sincère > di vedere l'Italia suivre une politiqne conforme à celle de l'Autriche, ma insieme condizionando la scelta alla que­stione di Roma, poiché la presenza nell'Urbe della guarnigione francese costi tuiva un fatto anomalo, la responsabilità del quale andava addebitata ai Fran­cesi, che contravvenivano in tal modo alla Convenzione di settembre, mettendo gli Italiani nell'impossibilità di continuer à envisager cornine etani en vigueur un pacte hilatéral doni Tautre partie contractante élud[ait] l'observation .3)
A questo punto la prima verifica era compiuta e il Beust poteva valutare con precisione che sulla questione di Roma (i termini precisi della quale non erano definiti) si sarebbe misurata la possibilità di stringere l'alleanza. H passo successivo rientrava nelle motivazioni logiche dell'azione del Beust e consistette nel verificare se anche a Parigi nulla fosse mutato, se cioè il gabinetto francese non fosse infine disposto a rinunciare alla sua intransigenza. In tal senso, e mettendo in rilievo l'importanza di ciò ai fini di superare le perplessità italiane verso l'alleanza, il cancelliere diede istruzioni a Parigi. -*) Nella capitale francese, tuttavia, alla vigilia delle decisioni culminanti, cioè prima che arrivasse la notizia del ritiro della candidatura HohenzoUern, ci si mostrava tutt'altro che propensi a cedere. Senza nascondere le difficoltà che l'intransigenza favoriva, il Graniont mostrava di esser disposto solo ad ammettere il carattere non definitivo della presenza francese a Roma, essendo invece il richiamo delle truppe évidem-ment subordonné à des considerations , affermava il ministro degli esteri fran­cese, qui ne nous pennettraient de le comprendre dans un accord au prix duquel nous obfiendrions l'allianee de l'Italie.5) A Parigi, in realtà l'impera­tore si preparava a predisporre la partenza della guarnigione da Roma, con la idea però di dare, a quello che il governo italiano giudicava un atto dovuto in base alla Convenzione di settembre, il carattere di una concessione nuova, da barattare con l'alleanza militare dell'Italia, 6) e forse anche deviando le atten­zioni italiane da Roma verso le frontiere nord-orientali. L'objet le plus direct et le plus sérieux des préoccupalions du gouvèrnement italien , diagnosticava abbastanza arbitrariamente il Cramont, c'est d'allleurs la rectiftcation de ses frontières du coté du Tyrol . 7>
i) Beost 8 Kubeck, lettera particolare e segreta, 19 giugno 1870, ini N. MIKÌ>, I, n. 1035, pp. 566-67.
2) Cfr. per tutti : S. W. HALPEIUN, Diplomai under Stress cit., pp. 19-32.
*) Kttbock a Beust, 9 luglio 1870, in: N. Moto, I, n. 1056, pp. 580-81.
*) Beust a Mettermeli, 11 luglio 1870, in: H. ONCICEN, op. CÌL, voi. ITI, pp. 421-27.
*) Gramont a Mutarci, 12 luglio 1870, in: N. MIKO, I, n. 1066, p. 586; cfr.: Kubeck a Beust, 18 luglio 1870, in: B. ONCICEN, op, eh., voi. HI, pp. 457-59.
8) E. BoDRfiEOiS-E. CI.EBMONT, op. cit., pp. 252-53 ; Napoleone 111 n Vittorio Ema­nuele n, 16 loglio 1870, DOI, I, XIII, p. 167, p. 96.
7) Gramont a Malaret, 18 luglio 1870, in: N. MIKO, I, n. 1108, p. 606.