Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno <1971>   pagina <422>
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422 Ennio Di Nolfo
dal re italiano per rispolverare la trìplice alleanza anche all'insaputa del governo dì Firenze. Le idee di Vittorio Emanuele II erano fedelmente rispecchiate dal­l'azione del suo personale emissario, il conte Ottaviano Vimercati, che nego­ziava a Parigi movendo dal concetto che se la Francia si dichiarava prete à Pévacuation de Rome > si dovesse concludere l'alleanza,l) cioè condizionando l'intesa a una promessa di esecuzione della Convenzione di settembre del 1864. Viceversa il Visconti Venosta spediva appositamente in missione segreta a Vienna Isacco Àrtom perché fosse chiaro che il ritorno puro e semplice alla Convenzione di settembre [era] ... una condizione affatto instifficiente . "' Per il governo c'era una linea d'azione assai netta: Sana, accord avec l'Àutriche nous n'entrerons dans aucune combinaison qui nous engagé dans la guerre , ma tutto ciò a condizione che fossero implicati precisi interessi rispettivi: Nous regardons en tout cas l'entrée de la Russie dans la guerre come une circostante qui pourrait engager notre action: mais eette action serait paralyseé si la que-stion roma ine était laissée dans l'état où l'a placée la Convention du 15 septem-hre. regime onéreux pour notre armée et insumsant pour la satisfaction du pays en temps de guerre . 1D
In questa vistosa divergenza, che egli poteva intuire prime ancora di cono­scere con esattezza, il Beust doveva tentare di inserirsi verificando lo spazio di manovra esistente a Parigi. Rientra dunque in questa seconda fase della sua iniziativa diplomatica l'invio in missione segreta nella capitale francese del conte Vitzthum von Eckstadt, ministro austroungarico a Bruxelles e uomo di fiducia del Beust, già incaricato nel 1869 di seguire i negoziati per la triplice e, ciò che: più conta, assai meno legato del rappresentante ufficiale dell'Austria a Parigi, principe Riccardo di Mettermeli, alla tradizione lìlotemporalistica della politica absburgica. Je n'ai pas trouvé dans mes convintions , scriverà di li a poco il Metternich per giustificare i limiti della sua azione, les arguments qu'il eut fallu employer peut-étre afin de démontrer la necessitò d'abandonner Rome aux Italiens . 4>
L'arrivo a Parigi del Vitzthum coincise con i momenti di maggior tensione e acquistò un significato anche superiore a quello desiderato dal Beust (ciò che si può affermare se si muove dall'ipotesi di un cancelliere disposto alla guerra ma intenzionato a correrne il rischio solo in condizioni favorevoli)- La sera del 13 luglio, quando il Vitzthum giunse a Parigi, si stava discutendo infatti se la rinuncia del principe di Hohenzollexn fosse sufficiente a placare le esigenze francesi. L'arrivo di un plenipotenziario austriaco incaricato di trattare l'alleanza favori il clima di intransigenza. << Beust , annoiava più tardi lo Hiibner, a plus qué personne contrìhué a créer aux Tuileries des illusione et à pousser a la guerre . fiJ In realtà, la missione, che doveva essere interpretata come un mo­mento, importante ma non definitivo, di un più vasto negoziato diplomatico venne interpretata a Parigi, in quei due giorni in cui la concitazione e l'esaspe­razione presero la mano alla cautela, come il segno che, giunta l'ora critica, il
U Vimercati a Vittorio Emanuele li, 14 luglio 1870, DM, I, XIII, n. 138, p. 77.
2) Viscónti; Venosta o Àrtom, 15 luglio" 1870, DD1, I, XHT, n. 154, p. 89.
>) Visconti Venosta a Artom, 18 luglio 1870, UDÌ, I, XIII, -n. 188, p. 114.
*) Metternich Beust, 27 loglio 1870, in: H. ONCKEN, op. cit.. voi. III, pp. 480-81.
0) A. von UuBNKit. annotazione del 23 agosto 1870; eh*.: Nigrn a Visconti Veno* sta, n. 287, p. 188 CQui fa Parigi], scriveva il Nigra, si tiene per certa la sua [dell'Austria] alleanza offensiva e difensiva ).