Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
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1971
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424 Ennio Dì Nalfo
ridare fondamento alla triplice unii prussiana si rivelava inconsistente. Eppure, proprio in questo momento, quando le speranze di rivincita parevano diventare esigue, il Bensì compì il passo più risolato e più. clamoroso, il passo clic doveva attirargli le più aspre condanne dei clericali e provocare la sdegnata reazione francese.
L'antinomia nella linea d'azione del cancelliere austriaco era soltanto apparente; anzi le iniziative diplomatiche assunte in quei giorni sono interpretabili anch'esse con le motivazioni generali dell'azione del Beust. Il 20 luglio questi scrisse una lunga lettera al principe di Mettermeli, nella quale mise a fuoco gli aspetti della politica austriaca e, nel far questo, toccò a lungo la questione di Roma, dando a vedere il significato che essa aveva, o si voleva avesse in quel determinato contesto; un documento rivelatore, pertanto, sulla genesi, la portata e le conseguenze dell'azione austriaca.
La lettera fu redatta, a quanto risulta, dopo il ritorno a Vienna del conte Yitzthum. Il Beust esordiva ammettendo che i chiarimenti da questo riferiti avevano dissolto ogni malinteso eque l'imprevu de cette guerre soudaine anrait pu faire naitre . L'Austria-Ungheria confermava i suoi impegni: Nous con-sidérons la cause de la France comme la nòtre et... nous contribuerons au succès de ses armes dans les limitcs du possible. Il solenne debito di fratellanza era ribadito; il Beust argomentava seguendo il disegno di fondo perseguito dal giorno dell'ascesa al potere. Ma assieme all'impegno c'era l'indicazione dei limiti; limiti di natura interna e internazionale. In primo luogo la Russia: La Russie perse' vere dans son alliance avec la Pnisse, au point que dans certaines éventualités, l'intervention des armées moscovites doit étre envisagée. non pas comme prò bable, mais comme certame . Era nello stesso interesse della Francia di prevenire una complicazione simile: e il compito austriaco era di tirar le cose in lungo, evitando di offrire pretesti, finché le condizioni climatiche non paralizzassero la libertà di manovra russa: Qu'on ne s'y méprenne à Paris, la neutralité de la Russie dépend de la notre. In secondo luogo gli Ungheresi: disposti a ogni sacrificio per combattere la Russia, ma plus réservés nel dépenser leur sang et leur argent> per riconquistare all'Austria la sua posizione in Germania. Di qui, e non senza rammarico, la neutralità, imposta par une necessitò impérieuse et par une appréciation logique de nos intérèts solidaires , e tuttavia neutralità soltanto strumentale, nell'attesa di aver completato gli armamenti.
Infine l'Italia, e la proposta di mediazione; accettabile se accettata dall'Italia. Ma, accettabile per gli Italiani? Jamais nous n'aurons les Italiens avec nous de coeur et d'ama , giudicava il Beust, si nous ne leur retirons pas leur épine Romaine . L'evacuazione di Roma non poteva essere ritardata; ma senza farsi illusioni in proposito: La Convention de Septembre... ne cadre plus avec la situation . Non si poteva lasciare il Papa sotto l'esclusiva, inefficace protezione delle sue truppe; ed era preferibile pensarlo sotto la protezione dell'esercito italiano che esposto alle imprese garibaldine. Perciò: Le jour où les Francois sorti ront des Étais Pontificami, il faudrait que les Italiens pussent y entrer de plein droit et de l'asscniiment de l'Autriche et de la France . Lasciasse dunque il governo francese in mani austriache il compito di regolare in tal senso la questione e ciò avrebbe potentemente facilitato l'accordo. Il Beust non nascondeva il suo pensiero: Que l'Empercur Nnpoléon place rione, cette négociation Romaine entre nos ma iris, qu'ìl nona laisse, aux yeux des populotions Italienncs comme des nòtres, l'initiatlve d'avoir rèsolo le prohléme de Rome, et nous