Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno <1971>   pagina <425>
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Austria e Roma nel 1870
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croyons lui promettre à notre tour que toutes les diffìcultés qui s'opposent cncore à notre action commune disparuitront .1 )
La concatenazione fra i tre aspetti centrali della posizione diplomatica austriaca non poteva essere esposta con maggiore lucidità. Ma se i temi affrontati nei primi due punti riguardavano iniziative che avrebbero dovuto ricadere sulle spalle dell'Austria, e si traducevano in proposte di paralisi operativa, al punto terzo si individuava una situazione dinamica e, sotto l'apparenza di voler assu­mere un ruolo risolutivo, viceversa si svolgeva il tentativo di far ricadere il peso d'elle scelte determinanti sull'azione (o sulla inazione) francese e italiana. Pochi giorni dopo aver redatto questo documento, quando dovette affrontare la tem­pesta delle reazioni diplomatiche francesi, il Bensì volle trarsi d'impaccio attri­buendo aU'Àrtom e al Vini creati il suggerimento di interporsi a Parigi sulla questione romana. In realtà l'affermazione è quasi certamente destituita di fon* demento, come sembra attestare un controllo delle date dei primi incontri tra il cancelliere austriaco e i diplomatici italiani; 2) ma anche senza questo controllo, la paternità dell'iniziativa non può che risalire per intero al Beust, poiché essa esprime la consapevolezza, a cui il ministro di Francesco Giuseppe doveva esser giunto, del fatto che il negoziato diplomatico intessuto tra Parigi, Vienna e Firenze, ossia la verifica delle condizioni diplomatiche di fondo in cui egli era impegnato, si intrecciava infine nel punto politico e nel momento cronologico più delicato. Il fatto stesso che un documento così esplicito e significativo
i) Beust a Mettermeli, 20 luglio 1870, ricevuta il 24 luglio, in: N. MIKO, I, n. 1126, pp. 620-22. Cfr. ivi, p. 620, note 2 e 5 per le precedenti edizioni della lettera.
2) Il Beust ricevette per la prima volta l'Artom il 20 luglio, dopo una riunione del Consiglio dei ministri, nel tardo pomeriggio CU telegramma che l'Artom inviò lo slesso giorno al Visconti Venosta, reca l'indicazione delle 19,50 come ora di spedizione: DDI, I, XHT, n. 213, pp. 128-29). Il Beust fu piuttosto asciutto con l'inviato italiano, al quale rimproverava l'indelicatezza di essersi incontrato prima con l'Andrassy (Beust a Kiibeck, 22 luglio 1870, in: N. MIKO, I, n. 1156, p. 638). Il colloquio toccò anche la questione di Roma ; ma dal resoconto deU'Artom, non risulta che egli in qualche modo adombrasse l'opportunità di un intervento mediatore austriaco. L'Artom fece osservare l'insufficienza della Convenzione di settembre a soddisfare le esigenze italiane e il Beust gli rispose in termini che lo stesso Artom così riferisce: Non credo che avrete difficoltà ad ottenere che le truppe francesi siano rimpiazzate dalle italiane. Quanto a noi, credo possa bastarvi il nostro tacito assenso (Artom a Visconti Venosta, 20-21 baglio 1870, DDI, I, XM, n. 235, p. 149). L'Artom, diplomatico di rango secondario, non era certo in grado alla prima udienza di ottenere di più. dunque verosimile presumere che il Beust avesse maturato per conto proprio il nuovo atteggiamento, e traesse magari dalle parole dell'inviato italiano nuove ragioni a sostegno di esso.
La genesi del tentativo del Beust di scaricare sulle spalle degli Italiani la re­sponsabilità del < misfatto è viceversa rintracciabile nell'andamento dei suoi collo* qui col VimercatL H Viroercati era stato personalmente incaricato da Vittorio Ema­nuele II di ottenere l'intervento austriaco e si mostrava ottimista di riuscire nella missione (Vimercati a Vittorio Emanuele II, 24 luglio 1870, DDI, I, XIII, n. 267, p. 175; Vittorio Emanuele II a Vimercati s. d., ivf, nota 2, p. 175). Sennonché il suo primo colloquio col Beust ebbe luogo il 24 luglio (Vimercati a Vittorio Emanuele H, 24 lu­glio 1870, DDI, I, XITI, n. 268, p. 176), quando la lettera al Metternìch era già perve­nuta, ma quando il cancelliere austriaco si vedeva offrire un inatteso e forse insperato appiglio a scarico delle proprie responsabilità (cfr,: Vimercati a Gramont, trasmesso nel dispaccio La Tour a Gramont, 26 luglio 1870, in E. BOURGEOIS-E. CLBRMONT, op. cit., p. 281).