Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
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1971
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Austria g Mnfà nel 1870 429
tenacia del Vimercati, partito in tutta fretta verso il qnartier generale francese, con la missione meno aggradevole... di far accettare all'imperatore Napoleone la mediazione austriaca nella questione romana .]) Di far accettare una mediazione che gli Austriaci non intendevano più seguire, polene ogni loro iniziativa in tal senso era ormai bloccata. La vicenda dell'emissario di Vittorio Emanuele II perdeva il suo significato politico conservandone soltanto uno biografico : relativo agli estremi tentativi del sovrano sabaudo per sconfiggere il proprio governo. -) Su un altro piano gli eventi si svolsero secondo una logica politica alla quale era impossibile sfuggire. Allorché il Visconti Venosta ebbe conferma dell'intransigenza francese, ne trasse anch'egli le debite conseguenze: scrisse al Vimercati, interponendosi per la prima volta tra questi e Vittorio Emanuele II: Noi abbiamo dato , giudicava, prova della nostra buona volontà, ma poiché a Vienna manca la condizione essenziale della proposta, a noi non resta che ad aspettare .3) Soppressa la mediazione austriaca, tempestivamente osservava il Visconti Venosta, la base principale des propositionB autrichiennes est donc supprimée . 'r-[ La duplice naufragava sullo scoglio romano: giunto a Metz, il Vimercati telegrafava quasi un'epigrafe: L'Empereur Napoléon accepte le traité entre l'Italie et l'Autricbe... et écarte les bons ofiices de l'Antriche ponr la question romaine;) come dire che accettava gli effetti, non la causa. Pochi giorni dopo, le sconfitte militari toglievano fondamento e significato alla prosecuzione del negoziato.
Il principe di Metternich giudicava che la strategia attendistica del Beust fosse errata. Egli pensava che solo un trionfo militare dell'esercito austriaco sarebbe valso a risollevare il prestigio enropeo della dinastia absburgica. Pensava cioè che soltanto la forza delle armi avrebbe reso possibile il grande disegno di rivincita che stava alla base dell'azione politica dell'impero dopo il 1866. ) Ma l'ambasciatore austriaco moveva dal presupposto (largamente condiviso nell'Europa del 1870) di una facile vittoria francese, presupposto clamorosamente smentito dai trionfi prussiani. Al tramonto di Napoleone III seguiva l'egemonia germanica. Il sovrano francese, con la sua intransigenza, aveva reso impossibile la formazione di quella coalizione diplomatica che avrebbe reso assai meno facile il trionfo bismarckiano. Ma pensare alla riconquista delle posizioni austriache in Germania dopo il 7 agosto sarebbe stato velleitario.
5. A Roma, la diplomazia vaticana, aveva atteso con trepidazione il maturare degli eventi, ben sapendo come la sorte del governo pontificio fosse legata alle vicende della crisi europea. L'aggravarsi del conflitto suscitava emozioni contraddittorie e irrazionali. Napoleone restava, dopo il 1866, l'unico punto di forza del potere temporale; egli affrontava la guerra in una condizione di isolamento diplomatico per non avere voluto (o non aver potuto) sacrificare la difesa del pontefice alle esigenze italiane.7J Eppure, nonostante ciò, la pro
li Vimercati a Vittorio Emanuele II, 27 luglio 1870, DDI, I, XIH, n. 307, p. 202. 2) Cfr.: E, Di NOLFO, op. cit., pp. 3840.
m Visconti Venosta a Violeresti, 28 loglio 1870, DDI, I, XIII, n. 317, pp. 214-15. 4) Visconti Venosta a Nigra, 21 luglio 1870, DDI, I, XUI, n. 308, p. 203. *) Vimercati a Vittorio Emanuele II, 3 agosto 1870, DDI, I, XIH, n. 360, p. 247. Metternich a Bensa, 27 luglio 1870, in: . MIMI, I, n. 1249, pp. 695*96; H. ONCKEW, op. cif* voi. Ili, pp. 481-83.
1) Tatto dò attentamente osserva,; S. jAcmr, op, cit., pp. 802-303.