Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
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1971
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pagina
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430
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430 Ennio Di Nolfo
tezione dell'uomo del 2 dicembre era considerata così intollerabile, la sua amicizia così infida, i suoi consigli così offensivi, che, ad eccezione del solo Anto-nelli, tutto il Vaticano, col papa alla testa, fu dal primo momento di cuore colla Prussia . l) Anche quando la ragionevolezza fece scorgere il rischio implicito nella sconfitta francese, l'orientamento filoprussiano non venne meno, sebbene la comunicazione che il governo di Parigi s'apprestava a ritirare le sue truppe da Roma mettesse bruscamente dinanzi alla più cruda realtà.
Al di là delle emozioni, la sola ipotesi sulla quale fare affidamento nel venir meno del sussidio francese tornava a esser l'Austria. Paralizzata dalla guerra la Francia; remota e, comunque, sostanzialmente indifferente la Prussia, verso quale altra potenza avrebbe potuto volgere la sua attenzione la diplomazia vaticana, se non verso quella che per decenni aveva rappresentato nella penisola la causa dell'ordine e del potere terreno della Chiesa? Senza dubbio, le ultime vicende della politica interna dell'impero lasciavano poco bene a sperare; e nondimeno era come se il ricordo del passato volesse tenacemente trasformarsi in nuova realtà. Non senza compiacimento Vultra Hubner annotava che sino all'ultimo momento la popolazione romana aveva sperato nell'intervento austriaco: L'Autriche ne le perniettra jamais :>; e si farneticava di un imminente arrivo a Roma del fidato Hubner il quale avrebbe rimesso le cose a posto, e magari avrebbe sostituito persino lo stesso Beust.2) La speranza era chimerica nella sua formulazione concreta; ma l'ipotesi di una svolta nell'atteggiamento austriaco non andava scartata a priori, poiché sussisteva nell'impero absburgico una tenace opinione clericale, intimamente ostile alla svolta impressa alla politica ecclesiastica dal Beust: e tuttavia anche questa opinione era come messa a tacere dall'andamento delle discussioni del Concilio vaticano, dove la grande maggioranza dei vescovi austriaci era schierata sulle posizioni antinfallibil isti che. 3> Il nunzio a Vienna, monsignor Falcinelli, si lagnava più tardi con lo Hubner, les larmes aux yeux, che i vescovi austriaci, di ritorno dal Concilio, evitassero tutti di incontrarsi con lui, eccetto quelli che avevano votato a favore dell'infallibilità : Pas un des premiers n'a fait faire des prières pour le Pape à l'occasion de l'invasion actuelle des Piémontais ; il che appariva, agli occhi dell'uomo politico austriaco, assez significati!.4)
Il sovrapporsi di motivi contraddittori rendeva assai difficile all'opinione cattolica di individuarsi in una posizione sufficientemente netta, e tale da aver qualche peso sulla condotta del governo imperiale. Il dissenso interno verso gli orientamenti del Concilio si sommava agli antagonismi verso la crisi diplomatica europea, aggiungendo nuovi elementi di ambiguità. Il partito prussiano , annotava il nunzio Falcinelli, diagnosticando gli orientamenti dei partiti austriaci verso la guerra, è composto dalla gente di commercio, massoni, liberali, Tedeschi, e di tutta la ciurmaglia giudaica, per cui la gran massa della popolazione di Vienna è di questo partito. L'altro è composto del partito cattolico e delle classi più elevate ed oneste. L'esercito è per la Francia e desidera prendere una vendetta, quando potrà, contro la Prussia . Favorevole, il primo gruppo, alla
1) S. J ACINI, op. citi i>. 303; effe lui-, p. 315.
2) A. von HUBNER, annotazione del 28 settembre 1870.
*) Sull'atteggiamento antinfallibUJstico diffuso nel clero austrìaco cfr.: F. ENGEL JANOSI, ósterreich und der Vatihan dt* voi. I, pp. 159-62; 6. MARTINA, art. cit., e fonti ivi indicate; A. TAMBOBRA, Imbro Tkalac cit., pp. 12343 e fonti ivi indicate.
*) A. von HCBNER, annotazione del 16 settembre 1870.