Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
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1971
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432
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432 Ennio Di Nolfo
Sussistevano tuttavia altre cause, tali da impedire un brusco cambiamento di rotta. L'elemento religioso aveva sul fronte intemo una presa notevole. La risoluzione unilaterale del concordato del 1855, se aveva provocato malumori, aveva d'ali ronde risposto a aspirazioni diffuse in gran parte del paese: On doit reconn altre , osservava l'ambasciatore francese. La Tour d'Auvergne, < que ces réclamations ne sont que l'cxprcssion des sentiments du parti liberal Alle* mand qui prend sur les populations de race gemiamone de l'empire une infitien.ee de plus en plus decisive . Ma anche ambienti cattolici, scossi dal dissenso interno alla Gerarchia sulla proclamazione dell'infallibilità, appoggiavano gli orientamenti e le decisioni del governo. ' > Si tentò, per opera della diplomazia pontificia, di mutare tale stato di cose, facendo leva sul partito clericale, e sul senti* mento religioso dell'imperatore stesso,-) ma senza alcun esito, n Falcinelli commentava i suoi sondaggi in termini accorati: Ninna potenza leverà almeno la voce in favore della S. Sede, per la qual cosa senza un miracolo, non vi sarebbe più alcuna speranza di salvezza pel dominio temporale della S. Sede .8)
Sul fronte internazionale la sconfitta francese indeboliva e paralizzava anche l'Austria-Ungheria, esposta ai pericoli dell'isolamento. Infatti, chiusa per un periodo di tempo che, dopo Sedan, non poteva non considerarsi piuttosto lungo, la possibilità di contare su un rapido risollevamento francese; l'impero germanico vittorioso e, forse, minaccioso per l'Austria stessa; neutrale ma diffidente la Russia, e anzi pronta, quest'ultima, a sollevare la rivendicazione di annullamento delle clausole più, umilianti del trattalo di Parigi del 1856, relative alla demilitarizzazione e alla neutralizzazione del mar Nero,4) pronta cioè a riprendere un'azione coinvolgente la penisola Balcanica, nella quale si concentravano viceversa gli interessi absburgici, quale altro interlocutore avrebbe potuto trovare in Europa la diplomazia austriaca? Certo, con il trascorrere del tempo, le incognite sarebbero state chiarite; ma intanto, nella fase culminante della crisi francese, l'Italia restava Punica potenza continentale le relazioni con la quale non fossero intessute di diffidenza o di sotterranea ostilità: l'Italia e la Gran Bretagna, le sole potenze in grado di contribuire alla restaurazione del minacciato equilibrio europeo. Di qui la conclusione che anche sul fronte internazionale valide ragioni ispiravano la persistenza del Beust nella sua linea di non osteggiare i pioni d'azione italiani. Del resto, Io stesso cancelliere imperiale si preoccupava di manifestare con chiarezza le sue opinioni in merito, quando seri veva: I legami di vicinanza e la comunione di importanti interessi ci fanno un dovere di coltivare dei buoni rapporti con una potenza, di cui non abbiamo inoltre, che a lodarci dopo il ravvicinamento che si è operato. Il governo imperiale e regio corrisponderebbe male al sentimento generale, e sarebbe certamente riprovato dall'opinione pubblica, se oggi rompesse l'armonia coll'Italia .5)
U risultato fu che, venuto il momento, il governo austriaco, pur con le cautele necessarie a non urtare troppo apertamente certe suscettibilità, lasciò che
) La Tour a Gramont, 31 luglio 1870, ito: N. Muco, 1, n. 1302, pp. 733-34.
2) Cfr.: Falcinelli o Antoni-Ili, 8 settembre 1870, in: N. MIRO, II, n. 1802, pp. 215-216; Antoni-Ili a Falnnelli, 9 settembre 1870, ivi, p. 240, n. 1837; Falcinelli a A monelli, 9 settembre 1870, ivi, n. 1839, p. 242.
Falcinelli a Antouelli, 8 settembre 187(1* in: N. MIKO. II, n. 1802, p. 216.
*) Cfr.: W. E. Mosse, The European Potoors cit., pp. 842-455.
) Beust a Palomba, 13 settembre 1870, in: N. MIRO, II, n. 2043, p. 348.