Rassegna storica del Risorgimento
AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno
<
1971
>
pagina
<
433
>
.Austria e Roma nel 1870 433
Pazione italiana avvenisse indisturbata, guardandosi dalTaccogliere le estreme supplicazioni della diplomazia pontificia.
Il momento venne, dopo una breve preparazione diplomatica, in seguito alla catastrofe francese e alla proclamazione della repubblica, al principio del mese di settembre. Il 5 settembre il consiglio dei ministri italiano, incaricando il conte Ponza di San Martino di recarsi a Roma per esporre al Pontefice la risoluzione di occupare l'Urbe, dava l'avvio all'operazione. Lo stesso giorno il Visconti Venosta completava la preparazione diplomatica. A Marco Minglietti, nuovo ministro d'Italia a Vienna, egli telegrafava rifacendosi al pericolo di agitazioni, cbe potevano verificarsi nel territorio pontificio, e traeva da tale ipotesi il pretesto per intervenire contando sulla benevolenza e equità delle potenze.]) Il Beust, interpellato in proposito, rispose avec sa noncbalance habituelle Con una frase poi conosciuta con scalpore negli ambienti diplomatici : H faut faire vite. Da essa il Minglietti desmnesa una massima: energia e prudenza.2)
Il consiglio a far presto non può essere riferito solo all'abituale cinismo del diplomatico; esso esprimeva anche la cautela a cui la diplomazia austriaca era tenuta. U Minghetti sintetizzava la posizione del governo absburgico nei punti che seguono: 1) La opinione che il Governo temporale del Papa non può ragionevolmente sussistere mi sembra aver fatto tale progresso cbe oramai molti tra i più sinceri cattolici l'ammettono senza difficoltà... 2) Però tutti, e cattolici e non cattolici, si preoccupano della libertà e dell'indipendenza della Santa Sede. Laonde ìl disegno espresso dal governo italiano di intendersi su questo punto colle altre potenze si riconosce come savio, ed opportuno ad evitare complicazioni future. 3) È desiderio vivo che l'occupazione nostra del territorio di Roma e della città stessa abbia luogo al possibile senza conflitti, e senza spargimento di sangue, e che si usino al papa tutti i riguardi sicché possa rimanere nella sua sede. 4) L'Austria non ha intenzione di porre ostacolo alla nostra azione sul ter-ritorio pontificio e su Roma *.3)
Agire rapidamente e con cautela, per non dar tempo alle suscettibilità di trasformarsi in opposizione fattiva. Il momento era risolutivo. Se la maggioranza era favorevole, molti erano soltanto rassegnati, e molti restavano ostili. Occorreva far prima che scontenti e oppositori si riunissero in un fronte comune, del cui. peso il Beust non avrebbe potuto non tener conto. Al punto 1) della sua elencazione, il Minghetti aveva precisato: Rimane però sempre una parte la quale professa idee retrive od avverse al Governo italiano, sopratutto per ciò che ha fatto rispetto alla Chiesa. Questa parte conta proseliti non solo nell'aristocrazia, ma eziandio nella borghesia, nelle città e nelle campagne, ha una specie di organizzazione nei cosi detti casini cattolici*.*) Una parte non povera di influenza, poiché aveva dalla sua l'imperatore Francesco Giuseppe e la Corte, profondamente afflitti dallo stato di necessità che spingeva a un passo così doloroso. Lo stesso nunzio Falcinelli si illudeva che l'opposizione dell'imperatore
1} Visconti Venosta a Minghetti, 5 settembre 1870, ODI, I, XIT1, . 639, p. 461. 23 Mughetti a Visconti Venosta, 7 eettembro 1870, DDT. I, XIli, n. 685, p. 486. *) .Minghetti a Visconti Venosta, 10 settembre 1870, DDT, I, XI1T, n. 737, pp. 519-20. *) Minghetti a Visconti Venosta, 10 settembre 1870, DDI, I, XJ1I, nota 5 a p. 519, doc. ri. 737.
in