Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno <1971>   pagina <434>
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434 Ennio Di Nolfo
avrebbe impedito al governo di manifestare la sua approvazione per le intenzioni italiane.])
L'opinione pubblica qui, in questa antica sede del potentato cbe si riguar­dava come difensore per eccellenza dell'altare e del trono, ci è sommamente favorevole, e... la fine del governo temporale del Papa è riguardata come una necessità ;2) cosi ancora giudicava il Mingbetti; ma proprio per cogliere l'attimo favorevole, il cancelliere austriaco doveva lasciar fare agli italiani, senza creare pericolosi ostacoli: la sua sola preoccupazione era di evitare inutili spargimenti di sangue.3) Perciò le estreme suppliche della diplomazia pontificia furono la­sciate cadere. Il 10 settembre monsignor Falcinelli si faceva precipitosamente ricevere dal Beust, giusta le istruzioni ricevute da Roma,4' per dirgli cbe l'ab-bandono del Papa per parte dell'Austria [sarebbe slato] riguardato dal mondo cattolico come un parricidio . Il nunzio ottenne risposte insoddisfacenti: l'impe­ratore era dispiarentissimo di non poter far nulla per impedire l'invasione dello Stato pontificio , ma la diplomazia austriaca aveva esaurito le sue risorse con la proposta mediazione tra l'Italia e la Santa Sede. Le disposizioni manifestate con le proposte di mediazione erano state mal comprese e falsamente interpretate , per cui alla ripulsa di esse il governo imperiale aveva risposto astenendosi da ogni ulteriore ingerenza. Ma, dopo aver manifestato in passato l'opinione che lo status quo non fosse più in armonia con la situazione, il governo imperiale non credeva di poter esprimere ora né sorpresa né malcontento verso uno stato di cose cbe esso non aveva concorso a determinare: Noi abbiamo sempre dichia­rato al governo pontificio , ricordava il Beust, che le circostanze non ci permet­terebbero, dato il caso, di rimpiazzare colla protezione materiale delle nostre armi, quella che la Francia gli accordava . Doveva allora l'interesse del catto­licesimo o la simpatia verso la persona del Santo Padre indurre a una pubblica disapprovazione dell'iniziativa italiana? Noi non possiamo dissimularci , pun­tualizzava il cancelliere austriaco, che una tale manifestazione sarebbe molto compromettente per la dignità del governo imperiale e reale, se ella fosse accom­pagnata dalla ferma volontà di assicurarle qualche considerazione . Gondizio-j nava ciò infatti la volontà di impegnarsi in un serio conflitto col governo italiano, il che non si intendeva né reputava giusto di provocare. Pertanto le preoccupa­zioni austriache si restringevano alla sicurezza personale del pontefice e alla li­bertà necessaria per lui ai fini dell'esercizio del suo potere spirituale. Beni per garantire i quali il Beust offriva i suoi buoni uffici, promettendo di compiere ogni sforzo possibile per assicurare al Santo Padre le garanzie compatibili con uno sialo di cose, che per quanto [fosse] penoso pel S. Padre, [era] il risultato ine vitabile di avvenimenti, che non [era] più possibile di arrestare . )
La divulgazione di tali concetti procurò al Beust un'ondata di aspra ostilità
1) Mingbetti a Visconti Venosta, 12 settembre 1870, DDL I, XIH, n. 766, p. 537; Falcinelli a Antonelli, 9 settembre 1870, in: N. MIRO, 11, n. 1839, p. 242.
*) Mingbetti a Visconti Venosta, 8 settembre 1870, DDT, I, XIH, n. 711, p. 504; cfr. lo stesso allo stesso, stessa data, ivi, n. 704, p. 497.
8) Mingbetti a Visconti Venosta, 17 settembre 1870, DD1, I, XTD, n. 813, p. 564.
4) Antonelli a Falcinelli, 9 settembre 1870, in: N. Muco, II, nn. 1836 e 1837, p. 240; cfr.: Palomba a Beust, 11 settembre 1870, in: S. JACINI, op. ck., p. 326.
*) Falcinelli a Antonelli, 11-12 settembre 1870, in: N. Muco, IT, n. 1914, pp. 288-89; Beust a Palomba, 13 settembre 1870, ivi, n. 2043, pp. 34649.