Rassegna storica del Risorgimento

AUSTRIA-UNGHERIA POLITICA RELIGIOSA 1870; QUESTIONE ROMANA
anno <1971>   pagina <436>
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436 Snob Di Nolfo
caldeggiare il parere, del resto condiviso dal cardinale Antonella, che il Pontefice non lasciasse la Città Leonina se non costretto da intolleràbili soprusi da parte-dei governo italiano, o da disordini, ai quali le autorità usurpatrici non fos­sero in grado di porre rimedio.l) Il Bensì compendiava la sua opinione in questi termini: Nous ne voulons pas, en effet, engager notre responsabililé dans une affaire aussi grave et nous devons laisser à Sa Suintcté la plein e liberto de ses decisione... Cependant, selon notre pensée intime, le Pape agirai! dans l'intérSc du St. Siègc, s*il pouvait prolonger antant qne possible son séjour à Rome . *?'
Questo mutamento d'accenti rispecchiava il mutamento delle situazioni; esau­torato il governo pontificio era necessario per il Beust lenire le ferite del l'opinione pubblica fUotemporalisiica, nell'Impero e a Roma. Fino a che rimase al potere, il Beust non mutò il suo atteggiamento sostanzialmente amichevole verso l'Italia. Da quali considerazioni fosse ispirato divenne anche esternamente comprensibile quando, prospettando il governo russo la volontà di rivedere le clausole del trattato di Parigi del 1856, non si mancò a Vienna di sostenere un fronte comune contro la tesi russa, argomentando che la decisione unilaterale italiana di occupare Roma corrispondesse alla decisione unilaterale russa di infrangere un trattato multilaterale. Erano in campo interessi diplomatici più generali, i quali raccomandavano concordia diplomatica in un ambiente in cui dalla Francia verso l'Italia e dalla Germania o dalla Russia verso l'Impero absburgico potevano giungere pericoli.8)
Quasi a sanzionare la rinuncia austriaca a una presenza diplomatica in Roma, diversa da quella ufficiale presso il governo italiano, sul finire del novem­bre 1870 ebbero luogo i primi approcci per un gesto ricco di significato simbo­lico: i negoziati per l'acquisto da parte italiana di Palazzo Venezia, l'antica sede della rappresentanza austrìaca presso il governo temporale dei Papi. *) Ce honteux trafic, come lo definiva scandalizzato il barone von Hiibner, 5> non dovette risolversi positivamente. Il trasferimento all'Italia avvenne assai più, tardi, durante la prima guerra mondiale. Ma il fatto che a Vienna la proposta trovasse subito attenti interlocutori ) basta a simboleggiare il carattere delle scélte com­piute dal governo austriaco nel 1870.
ENNIO DI NOLFO
1) A. von HuBNERt annotazione del 1 ottobre 1870.
3) Beust a Trauttmanudorff, 2 ottobre 1870, in: N. Muto, IH, n. 2462, pp. 73-74.
2) Minglietti a Visconti Venosta, 16 e 19 novembre 1870, DDI, li, I, nn. 550 e 582, pp. 465 è 491.92.
4) Sella a Minghettl, 23 novembre 1870, DDI, II, I, n. 602, pp. 507-508. 0) A. von HUBNER, annotazione del 22 dicembre 1870.
<>) A. von Hr-uNKii, annotazione del 22 dicembre 1870.