Rassegna storica del Risorgimento

<>; PERIODICI
anno <1971>   pagina <437>
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UNA NUOVA RIVISTA STORICA INGLESE
Gli scienziati spesso si lamentano del fallo che l'esistenza di una massa enorme di riviste rende alcune volte più facile iniziare una ricerca al buio, eorrendo il rischio di ripetere cose note, piuttosto che immergersi fra i periodici per ricercare quello che già è stato sperimentato.
Gli storici e gli studenti di lettere non sono ancora arrivati a questo punto estremo. Bisogna riconoscere, però, che esiste un notevole numero di Buonis­sime riviste in Europa; per presentarne una nuova inglese specializzata in storia, letteratura, sociologia e politica europea bisogna, quindi, dire due pa­role, rivolte soprattutto ai lettori che non sono al corrente della situazione uni versi tari a britannica. Quello che sto per dire non vuol essere ufficiale il pro­gramma si trova nel primo numero della Review ma l'espressione perso* naie di una speranza per il futuro, sostenuta sui concetti che stanno alla base di quel programma, speranza espressa da uno dei membri del comitato di redazione, incaricato di presentare la rivista ai lettori italiani.
Prima di tutto si deve dichiarare che la scella del gennaio 1971 da parte dell'editore MacMillan per il lancio della European Studies Review, non na­sce dal desiderio di affrettare l'ingresso della Gran Bretagna nel Mercato comune, anche se questo è un desiderio di molti collaboratori. In effetti, la rivista sorge su base accademica piuttosto che per considerazioni politiche. La redazione, infatti, non dice di voler pubblicare soltanto articoli che trattano il periodo posteriore al 1945, anche perché in altre sedi si trattano largamente i problemi dell'Europa contemporanea. La Review si interessa dei motivi sto­rici della creazione dell'Europa, senza insistere sulle possibilità presenti o future della realizzazione, pur tenendo conto del valore di quelle per questa. Due sono i punti base su cui si è costruita la rivista: primo, le odierne neces­sità e interessi degli studenti universitari di storia e di discipline affini; secondo, l'esame della natura e della diffusione degli studi europei nel Regno Unito. Si spera anche che la European Studies Revieto possa trovare una sua collo­cazione non solo al di qua, ma anche al di là della Manica.
Quanto al primo punto, si deve notare che in questi ultimi anni si è vista in Gran Bretagna una crescita notevole di quelli che sono definiti studi europei. Questo interesse è proprio, soprattutto, delle nuove università, come quella del Sussex, nelle quali gli studenti possono seguire un corso di laurea che abbraccia parecchie discipline considerate necessarie per la comprensione dell'Europa di ieri e di oggi, invece di -essere costretti a studiare rigidamente una Boia materia, come era un tempo normale nella prassi scolastica inglese. Questo nuovo indirizzo non trova riscontro nelle pubblicazioni periodiche* Molte riviste sono ancora ancorate ad argomenti di stretta storia inglese, anche ce ve ne sono di specializzate per alcuni paesi, ad esempio, quelli slavi, cosi come altre riguardano altre parti del mondo: non ve ne è alcuna che dia la certezza allo studente di leggero articoli, notizie, ipotesi di studi europei. È ovvio che molte riviste pubblicano articoli sull'Europa, ma questi sono legati .a una sola disciplina, col risultato che non si guarda all'Europa come a un tutto,