Rassegna storica del Risorgimento
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1971
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Clivo B, Church
nella sua struttura sociale, nella sua economia, nella sua politica, nella sua letteratura, nella sua filosofìa. Poiché le nuove università hanno cercato voluta-niente di far cadere le barriere tra disciplina e disciplina in linea di principio e non solo per quel che riguarda gli stadi europei, è sembrata necessaria una rivista che potesse divenite un terreno d'incontro per quegli specialisti che Stanno studiando l'Europa da diversi punti di vista. Per concludere, molti di coloro che hanno pensato a questo periodico basandosi sui desideri espressi dai loro allievi, sono arrivati alla conclusione che l'Europa non era studiata nel suo complesso. Ed anche che non era studiata con fervore sufficiente; negli ultimi venti anni, infatti, in Gran Bretagna la storia del Terzo mondo ha avuto uno sviluppo assai maggiore, col rischio per quella europea di non tenere il passo.
Queste sono alcune delle idee che hanno spinto un certo numero di docenti (dei quali il sottoscritto è orgoglioso di essere uno dei più anziani) dell'Università di Lancaster una delle nuove, ma non ancora specializzata in studi europei a prospettare una nuova rivista col doppio intento di riempire le lacune ricordate e di dare nuovo slancio agli sludi di storia europea. L'accoglienza al progetto fu assai buona e per questo, sotto la direzione del doti. J. H. Shennan (autore di The Parlament oj Paris e di altri lavori di storia francese), si è steso un programma, firmato da storici, da storici letterari e da uno storico politico, Russell Price (studioso di Machiavelli), i quali hanno interesse soprattutto per la storia di Francia, Italia, Spagna, Russia e Cecoslovacchia. L'editore MecMil-lan ha accettato il programma ed ha predisposto un'ottima presentazione tecnica e la necessaria pubblicità.
La nuova redazione, per ampliare il numero dei lettori, e per non dare l'impressione che la Review rimanesse circoscrìtta all'interno dell'università con carattere strettamente accademico, si è preoccupata di creare un comitato consultivo. In questo si spera vogliano entrare studiosi di fama internazionale, per dare la garanzia che la Review continui su un alto livello scientifico e mantenga i contatti con le università europee. Essa ha avuto la fortuna di una accoglienza entusiastica da parte di storici illustri, accoglienza che ha dato al Comitato direttivo la certezza di avere imboccato la strada giusta, per i consensi giunti dai Paesi Bassi, dalla Germania Occidentale, dalla Svezia, dalla Spagna, dall'Italia e dalla stessa Inghilterra. Tenendo conto dell'interesse che la cosa può avere per gli storici italiani, ricordiamo qui solo i nomi del prof. E. Koenigsberger, maestro nello studio della Sicilia sotto Filippo II, e di Alessandro Passerìn d'Entrèves, che non deve essere certo presentato ai lettori della Rassegna, La gratitudine del Comitato direttivo della nuova rivista va a questi amici.
La European Studies Review sarà trimestrale, con fascicoli di circa novanta pagine, e un indice finale: ogni annata costituirà un volume. L'abbonamento per l'Italia è di L. 5650. Si pubblicheranno articoli più lunghi di quelli che abitualmente si stampano nelle riviste inglesi per poter dare anche la documentazione di ricerche originali* rassegne, recensioni e riassunti crìtici di studi pubblicati sull'Europa in lingue diverse dall'inglese. In altre parole la Review spera di poter esercitare un ruolo più attivo dì quello che normalmente svolgono i periodici britannici e essere, così, meglio conosciuta dai lettori della Rassegna* Uno dei nostri scopi, infatti, è quello di dare notizie e conunenti tempestivi Ballo stato degli studi europei per stimolare la discussione* In questo senso, piuttosto che far posto a segnalazioni di libri dei quali si parla già dif-