Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
<
1971
>
pagina
<
441
>
Vecchi libri, vecchi amici
441
ciana letta alla Società reale di Napoli nel 1926. *> Più fortunato, io so bene chi e l'antico compagno d'università e poi collega chiarissimo e carissimo al quale avevo dedicato fraternamente due miei lavori, oggi ospiti rispettati nella biblioteca di un colto colonnello di Stato maggiore che non sdegna Clio per Marte. Non in mano a un colonnello, ma da quella di un grosso generale alla mia sono passati molto più tardi i Ricordi di Falchetta (Jacopo Caponi) con la dedica A S.E. il General Brasati Àjulante di Campo di S.M. il Re d'Italia. Omaggio rispettoso dell'autore G. Capponi, Parigi, 1 febbraio 1908 . Che decadenza... È meglio non parlare dei libri prestati e non tornati a casa. Mio padre mi raccontava che un amico della sua giovinezza milanese, per sfuggire quel pericolo, non prestava mai volumi della sua biblioteca. Oggi non so dargli torto, vedendo nella mia il primo e il secondo volume dei Commentari della rivoluzione francese di Lazzaro Papi, un tempo suoi...
Se non ricordo male, tra il '25 e il '30, forse in Leonardo, Giuseppe Prezzolini ha scritto una brillante e, come oggi si usa dire, dissacrante difesa del diritto che ogni lettore ha di disfarsi quando gli piaccia, di qualunque libro gli sia stato donato e dedicato. Sul piano della libertà individuale niente da dire, ma confesso di non saper nascondere una qualche malinconia all'idea che tante dichiarazioni di stima e d'affetto, tante prove della particolare sensi* bilità che un Tizio qualsiasi può aver nutrito per determinate manifestazioni del pensiero, dell'arte, della storia abbiano a finire in mani indifferenti o profane. Come quelle che, una ventina d'anni fa, mi hanno fatto trovare presso un piccolo pseudo libraio antiquario romano i due grossi volumi (1932-34) del Beltrami sulla Rivoluzione siciliana del 1848-1849, una volta miei. Forse il tenente Sheridan potrebbe spiegarci il modus operandi del falso collezionista che se n'era impadronito... Sono sempre, invece, nella mia biblioteca gli otto volumi della Storia della diplomazia europea in Italia del Bianchi, fraterno dono di un gruppo di amici quando, essendomi ostinato a non fare corsi accelerati, a non sostenere dissertazioni orali, mi sono regolarmente laureato tardi, ma come s'usava prima della guerra. Ero, pensava mio padre, che ogni anno mi incitava invano a venire in licenza per esami, il solito deplorevole Bastimi Contrari...
Si, quando guardo questi miei cari compagni e testimoni di vita, raccolti con tanto amore in circostanze e in luoghi diversissimi, a far fede della mia inquieta curiosità incapace di appagarsi d'una sola strada e d'una sola meta, per eui Gaston Boissier con La fin du paganismo e La religion romaine non sta accanto alle innumerevoli tormentate opere di Ernesto Buonaiuti pellegrino di Roma solo per ragioni d'alfabeto e, a notte, quando tutto è silenzio nella libreria, Albert Vandal parla di Napoleone con Arsene Houssaye e Giacomo Casanova dice male dell'abate Chiari con Carlo Goldoni, e Goya esce dal Museo del Frodo di Barry B. Wehlc per vantare l'ambrata impudicizia de La Maja desnuda a Tiziano, che gli oppone, nella Découverte de la Peinture di René Berger, la carnosa sensualità di Venere e la musica (e l'ardita occhiata
*) Qualora ci sia qualcuno che l'Ini letto allora, confesso die, per una parte dell'articolo, mi giovo, con integrazioni e molti ritocchi, di quei Libri vecchi e vecchi libri che ho rievocato nel Giornale d'Italia del 28 novembre 1951, dove un troppo pavido, o troppo rispettoso controllore ha espunto l'accenno alla mutilazione inferii! alla dedica crociana. É finita anche tra i miei libri una copia di un volume di Emilio Bodrero con dedica a Leone Caotonì. Ah, Campo de' Fiori, quanti delitti ai sono commessi sul tuo lastricato.