Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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442
Alberto M. Ghimlberti
dell'organista...), si, penso che sarebbe anche per me motivo di gran dolore saperli un giorno dissociati, sbandati, dispersi.
Uno studioso di notevole valore e bibliofilo competente e appassionato nel dimostrarmi, molti anni or sono, il suo apprezzamento per la mia modesta biblioteca mi confidò con una certa fierezza : Io non ho edizioni Sonzogno nella mia... . E quelli che, come me* come tanti altri, hanno fatto i loro primi studi letterari sui volumi della Biblioteca classica economica dell'editore milanese o hanno imparato a conoscere Goethe, Tolstoi, Korolenko, Whit-man, Poe, Unite la lyre, nella piccola Universale dello stesso (quella, per intendersi, dominata un tempo da un angioletto lubicine che sembrava uscito dalle pagine del Jugement dernier di Carni)? Per imitare l'illustre studioso dovrei ri-nunciare a quell'esemplare delle Vite dei santi padri del Cavalca, fattomi spedire da mio padre all'indirizzo che risulta dall'ex libris a penna Monte Sleme, 23 dicembre 1915 e sull'ultima pagina, a guisa di colophon, reca l'indicazione Burrone di Kern. 4 aprile 1916 ? E dire addio alle Pagine scelte del Vasari, che mi sono arrivale a Strassoldo il 16 ottobre 1916, quando, con gli scarsi resti della mia compagnia mitraglieri, mi ripulivo dalla testa ai piedi, dopo il tormento, l'angoscia, le fatiche, il fango rosso e i pidocchi di quella 208 Sud, che al 42 fanteria era stata casa, latrina e cimitero dal 26 settembre al 14 ottobre, con il tragico passivo di 223 morti, 767 feriti, 366 dispersi? Sono volumi della Classica economica , come appartiene alla piccola Universale la traduzione del Ritratto di Dorian Gray, sulla cui copertina una larga macchia bruna mi rinnova la visione del mio portaordini Pasquariello, venuto a consegnarmi il fonogramma a mano che mi faceva muovere alla conquista dell'infernale quota per le 14 di quel 10 ottobre, mentre mi cade addosso ferito e muto, temporaneamente, per lo spavento. Edizione Sonzogno, si, ma quel sangue le dà una patente di nobiltà. I settanta volumetti, a una lira l'uno..., degli Scrittori nostri curati da Pàpini per il Carabba mi entreranno in casa tra l'aprile 1912 (Il Pecorone di Ser Giovanni Fiorentino) e l'aprile 1919 (5por-taco di I. Nievo, presentalo da Vincenzo Errante), prima dei laterziani Scrittori d'Italia scelti da Croce. Cinque lire e cinquanta era un bel pagare...
Avrà mai pensato il compianto Emilio Cecchi che ci potesse essere un tenente mitragliere che, poco più d'un mese prima di andare a identificare sul terreno quel misterioso numero, avrebbe approfittato di una sosta a Palmanova durante un'esercitazione per acquistare i suoi Studi critici del 1912? E Papini dove lo lasciamo? Ecco qui le Stroncature, che mi hanno raggiunto a Campiello (Val Canaglia), sull'Altipiano d'Asiago, il 10 agosto di quell'inquieto 1916, quando il I battaglione del 42 fanteria, comandato dal fratello dello scrittore Alessandro Varaldo, si riposava, faticando, delle emozioni della Strafexpedition e della nostra controffensiva e si preparava a far la conoscenza di un altro e più spietato altipiano, quello carsico. Era un caro regalo di un vecchio compagno di studi e di goliardia dalla prima ginnasio all'Università più tardi archeologo di grande valore, Renato Barroccini, La cotta letteraria era cominciata fin dagli anni del liceo, quando ho avuto maestri come Francesco Vivona e il carducciano Giovanni Federzoni. Lo attestano i venti volumi della edizione zanichel-liana economica delle Opere del Carducci, donatimi da mio padre e integrati, a Campiello, dai due delle Letteret e l'intera edizione Nelson di Victor Hugo, la cui lettura cominciò a Roma nel *12 e seguitò in guerra: Avant l'exil, per esempio, me lo sono concesso negli accantonamenti di Borgo Furo (Treviso), il giorno del mio ventiquattresimo anniversario... Pascoli, che avevo cominciato