Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <443>
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Vecchi libri, vecchi mitici
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a leggere tra l'ultimo anno di liceo e l'inizio dell'Università, non mi ha molto tentato in guerra. Scarsa capacità mia d'intendere, ma il disperato appello di Lutero'. Signor, chiamami a le, stanco son io pregar non posso senza ma­ledire , mi colpiva più delTumanitarismo ritmalo de l'uliimo figlio di Vir­gilio . A cominciare da mio padre, ho avuto troppi maestri carducciani...
Studenti universitari e letterali inguaribili buona parte di quei comandanti di plotone, di compagnia, di sezione, dì batteria della prima guerra mondiale. Pronti) in fondo, a morire, anche se erano tanto innamorati della vita, su un Dante minuscolo hoepliano come Giosuè Borsi... Retorica? Forse, ma... Ma anch'io, il 26 ottobre 1917, su un identico Dante minuscolo segnavo a matita accanto all'inizio del XXVIII canto del Purgatorio : Durante la ritirata su Sella di Ganebola . Si, quel tenente che, come più anziano , guidava verso il Tagliamento e il Piave il III battaglione del 271, era proprio vago già di cercar dentro e dintorno / la divina foresta spessa e viva...1'
Il discorso rischia di diventare troppo serio: è meglio tornare a curiosare dentro questi scaffali in cerca d'altri ideali compagni di quegli anni nei quali la sofferenza, la responsabilità e il pericolo ci hanno fatti veramente uomini. Libri non tutti classici o, per lo meno, non ancora. Resti e testimonianze di un tentativo di non rinunciare ad una vita non del tutto legata alla letteratura degli ordini del giorno , dei ruolini di marcia , dei biglietti di punizio­ne e dei comunicati ufficiali, ecco quello che conservo della biblioteca del Pentacoenobium del Coppo, un gruppetto di cinque amici (due universitari, tra i quali l'indimenticabile Elio Zorzi, giornalista allora della Gazzetta di Venezia e futuro Segretario permanente della Biennale veneziana), pronti a far cadere la tegola, il coppo, della loro disperata volontà di sopravvivere, e non soltanto materialmente.2' Il Pentacoenobium che, nel lontano Deposito del 42 fanteria,
*) Quel Damino era stato acquistato a Brescia il 19 maggio, quando, lasciato il 42 fanteria, vi passavo per raggiungere in Val Pòsina F8D al quale ero stato assegnalo. Dai segni e dalle sottolineature risulta che la Divina Commedia fu riletta con molta attenzione. Chi sa perché ho marcato forte nell'VlU canto dell'Inferno quanti si tengon or lassù gran regi / che qui staranno come porci in brago ? Le tappe della ritirata sono quasi tutte ricordate a fianco del sommario del canto : XXIX, il 26, durante una sosta ; XXX, il 4 novembre, sulla strada per Sarile ; XXXI, sempre il 4, dopo Sacile; il XXXII e il XXXIII, 5 novembre, strada per Mareno di Piave. La let­tura del I del Paradiso coincide con la salvezza: 6 novembre, passato il Piave; il II, 7 novembre, presso Quinto di Treviso; il IH, 11 novembre, Gramoito. Ma poi la ricostituzione dei reparti, le manovre, la sistemazione sul Piave non debbono avermi laeciato gran tempo per padre Dante, tanto che, per il IV canto del Paradiso, bisogna aspettare il 4 marzo 1918, Ansa di Zenson . Da quel giorno più. non vi leggemmo ovante : ero arrivato a casa...
2) Il nome intero e preciso della fratria era < Immortali per la durata della guerra fratelli agitati del Pentacoenobium del Coppo , con evidente intenzione di contrarre un'assicurazione sulla vita. A Zorzi, Restellini, Luzzatti, Alberico Fiori e a me furono poi aggregati (per questo alla fine della denominazione ai aggiunse un 2... ) il tenente Vittor Hugo Pollaroli, di Codogno, laureando in legge, il sottote­nente Vittorio Moro, del 2 corso di Modena, veneziano e studente come Zorzi. Un arti­colo di Fiori, In trincea in un giorno di sosta, su La Lettura del febbraio 1916, ba fatto un po' la storia del sodalizio. Dì Zorzi, oltre le sue Osterie veneziane, mi resta a ricordarne l'alta figura e la fraterna amicizia la sua riedizione dalle Curiosità vene­ziane di Giuseppe Tassini, che mi fece giungere a Corona, anticamera del Carso, il 18 agosto 1916, quando, dopo il suo passaggio alla Brigata Alpi , ne avevo preso il posto come comandante della Compagnia mitraglieri del I battaglione del 42 fanteria.