Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <444>
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Alberto M. Glùsal berli
era considerato, da tanti colleghi che si sacrificavano a star lontani dalla prima linea, su per già come una deplorevole manifestazione di indisciplina, se non, addirittura, una specie di club sovversivo! *' Eppure anche al Deposito era sta­to inviato il volumetto Per i morti del 42" fanteria edito a spese del Pentacoe-nobium, con il discorso pronunciato il 6 dicembre 1915 dal sottotenente Raul Restellini, presidente del gruppo, e i disegni dell'architetto sottotenente Dario Luzzatti, israelita, che aveva costruito nella chiesa della deserta Libussina, l'altare per la cerimonia.2) Non posso guardare senza commozione questa rie* vocazione dei primi nostri compagni caduti che ci raggiunse nei Burrone di Sculazzon (Altipiano d'Asiago) nell'estate del 1916. Forse metterà conto un giorno di parlare di quel sodalizio fraterno, anche se non ha scritto grandi pa­gine di storia. Sia ricordato a suo merito che ha salvato dall'oblio quei couplets ritmati sulle note arie del Sor Capanna, al convalescenziario di Roman za eco, da un manipolo di ufficiali feriti tenaci nel superare in ogni modo le infer­mità e il dolore. Chi sa se c'è ancora qualcuno che li rammenta?
Se sa che eia le penne or berzaijere per fare sur nemico più impressione. È stato sempre er primo fra le schiere pe' conquista qnarsiasi posizione. Àr Trentino o> in der Cadore riva doppo tre o quallr'ore: dovanone vada, te pija sempre per un'antro strada.
Si sente che gli autori erano autentici pista putita della buffa... E non soltanto per le malignità contro i cappelli piumati.
Er genio te combina n'invenzione
pe' fa sarta lì fili e li paletti;
conzuma gelatina a sprofusione
e poi te l'aritrovi li perfetti.
Mette er tubbo co la miccia
poi a gambe se la spiccia:
raonno birbante,
e chi riman fregato è sempre er fante .
*) Così, almeno, la pensava quel capitano effettivo che, nel novembre 1916, con­dusse ad Ala, in Val Lagarina, dove sostammo alcune settimane, i complementi * destinati a colmare i vuoti aperti dall'offensiva carsica. E ci volle tutta l'autorità del comandante del battaglione per farlo amettere. A me che gli suggerivo sottovoce la solita ironica consolazione: e Signor Maggiore, siamo nati per soffrire..., rabbioso e balbuziente com'era replicava, e non cosi piano che altri non lo sentisse : No, no, tenente, siamo nati per star bene, ma ri fanno soffrire... .
3) Milano, Casa editrice diarie, Sestetti è. Tu mulinelli, s.a. La messa funebre era stata celebrata il 7 dicembre da un prete-soldato e di buon sangue italiano (ivi, p. 24), padre Ernesto Pisacone, nipote dell'eroe di Sapri, amatissimo da ufficiali e soldati. Sacerdote esemplare, ci rallegrava cantandoci Scota te ve, guaglione *e mala vita , ma aveva anche saputo essere il primo a insegnarci a raccogliere, vincendo l'orrore, i cada­veri sfatti dei caduti della Brigala e Liguria a Magna boschi dopo la ritirata austriaca. Uscito di trincea eoo noi il 10 ottobre e giunto alle rovine di Iamiano fu travolto nel combattimento e non se ne ebbe più notizia. Chi lo ha avuto compagno allora lo ricorda e gli è grato per il bene che ha corcato di fare. Nei Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 19IS-I918. Brigate di fumeria, Roma, Libreria dello Stato, 1925, voi. U, p. 264; risulta dispergo . Per il suo comportamento a Magnohoscbi gli fu assegnata una medaglia di bronzo al valor militare.