Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <447>
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Vecchi libri, vecchi amici
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cese, La petite chocolatière, deliziosamente interpretata da Marthe Régnier, della quale ignoravo allora il bellissimo ritratto di Boldini.
In guerra libri di guerra non ne bo letti. Prova chiarissima cbe, nei miei sogni non c'era quello di far concorrenza ai grandi capitani , pago delle tre stellette che obbligavano i tenenti a salutarmi.1) Riconosco, però, che la mia biblioteca ha avuto un primo grande accrescimento proprio nella e per la guerra. Quando ebbi l'onore di conoscere, nel 1936, a Venezia Nicola Jorga lo feci sor-ridere raccontandogli che, proprio alla fine del 1917, durante una licenza di ventiquattr'ore ottenuta per andare a Padova ad assicurarmi che nel recentis­simo bombardamento aereo della città, i miei parenti non avevano sofferto alcun danno, trovai modo di comperare dal Draghi libraio, in altri tempi obbligata sosta pomeridiana di Roberto Ardigò, la sua Breve storia dei Romeni, pubbli­cata nel 1911, in occasione delle feste del Cinquantenario italiano omaggio di un popolo fraterno e amico .2) E rischiai di lasciare proprio in quella oc* cagione sulle rive del Bacchigliene quella pelle uscita indenne dagli ideali la­vacri nell'Isonzo e nel Tagliamento, come più tardi uscirà da quelli nel Piave. Me la ricordo bene quella notte dal 30 al 31 dicembre, quando saltò in aria il soffitto del teatro Verdi > vicino alla casa delle mie zie... E il ritorno ad As­segnano sotto le stelle e YaWertal delle sentinelle l'ultimo dell'anno...8)
Padova era un centro comodo per i miei rifornimenti di libri Quando con la mia compagnia fui comandato al Corso di tiro indiretto per mitragliatrici: a Campalto sulla Laguna, un tassativo ordine di servizio impediva di allonta­narsi più di 300 metri a destra e a sinistra della rotabile Campalto-Favaro Ve­neto (testuale). Poiché io non mi allontanavo a destra o a sinistra della rota* bile suddetta, un bel giorno me ne sono andato in bicicletta diritto diritto fino a Padova, dove, salutati e abbracciati parenti, amici e amiche, mi sono comperato le Ore calle di Augusto Sindici. Era il 7 maggio 1918. Due mesi più tardi, andando in licenza dopo l'offensiva austriaca del giugno, mi fermai un'altra volta a Pa­dova e vi acquistai le XIV leggende della Campagna romana* che mi riconcilia*
15 Non credo che quanto affermo sia contraddetto dal fatto che quando da Asseg­nano, dove, dopo la lunga sosta di Brùgine, ci trasferimmo per completare la nostra preparazione e avvicinarci alla linea del Piave, mi recavo quasi quotidianamente alla vicina Mestre, vi acquistavo, nel gennaio 1918, le Famous modem Battles, di A. Hilliard Atteridge, e The Hfe of general Gordon, di Demetrius C. Boulger, nutrissi qualche bal­zana intenzione... Bisognerebbe allora pensare che, comperando dallo stesso libraio an altro volume della stessa collezione, The ntweiling of Oliasti, di Edmund Candler, io pensassi a rivaleggiare, a guerra finita, con il carissimo amico Giuseppe Tucci...
2) In guerra si era accentuato in me il desiderio di leggere di tutto. Non mi ero fatto mandare forse nel solito Burrone di Kern beatae memorine, il 18 aprile del­l'anno prima. La grammatica della lingua romena e La letteratura romena, del Lovera, due Manuali Hoepli del 1906 e del 1908?... Un altro buon sorriso mi torna alla me­moria, quello di Gaetano Salvemini quando, a Viareggio, una sera in cui. era venuto per incontrarsi con alcuni suoi antichi discepoli, Ernesto Sestan, Bice Rizzi, Sergio Canterani, apprese da me che il mio antico maestro Amedeo Cri velinoci era solito dire: La storia medievale la faccio io: per quella moderna leggetevi La Rivoluzione fran­cese di Salvemini . E la vecchia terza edizione del Slgnorelli, acquistata il 29 di­cembre 1913, dimostra che il consiglio fu seguito...
3) Ved. NOVELLO PAPAFAVA DEI CARRARESI, Padova nella grande guerra, estr. da Pa­dova, i secoli, le ore, Bologna, Alfa, p. 6 dell'estr. I morti di quei bombardamenti furono 23, più di 60 i feriti.