Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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pagina
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448
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448
Alberto M. Ghisalberti
rono con il poeta romanesco, dal quale ero stato piuttosto deluso per quel suo più tardo e più greve libro. Padova, del resto, era stata sempre propizia ad arricchire di poeti la mia biblioteca. Non vi avevo, in una rapidissima fermata per salutarvi i miei parenti nell'andare a godermi la mia prima licenza di guerra a Roma, comperata, il 21 febbraio 1916, la bella edizione di Giulietta e Romeo di Berto Barbarani, con i disegni di Spaventi? E, forse, nel viaggio avrò meditato sul distico così significativo: Ah se capisse, che anca el mal più fondo / no cambia facia a nissun roba al mondo! . non parliamo degli acquisti fatti a Brescia, nella primavera del 1917, al tempo del corso per essere abilitato a comandare ufficialmente una compagnia mitraglieri, comando che avevo esercitato di fatto, in combattimento, da un anno... Brescia era il regno del tenente colonnello De Tullio, al quale vanno riconosciuti grandissimi meriti per la preparazione e l'organizzazione del settore mitragliatrici, ma era ancbe un piccolo impero dei bersaglieri. Tanto che, non senza palese ingiustizia, circolava un maligno couplet che piaceva molto agli ufficiali delle altre armi:
Si giri tutto er fronte non trovi berzaijeri, se so' imboscati unii a la scola mitraijerì. Bomba c'è e manna che ce n'è... ecc. ecc.
Ancbe la passione per la storia del Risorgimento, che era sorta in me fin da bambino, e per i ricordi di casa e per la sudata lettura delle Mie prigioni, acquistate dal giornalaio fuori i portici di Sottoborgo, di fronte all'imbocco di via San Francesco, a Pisa, fu alimentata in guerra. Allora, et pour cause, non avevo ancora preso il vezzo, che mi cominciò nel 1911, in liceo, di segnare luogo e data d'acquisto, ma sull'esemplare fortunosamente salvato nei vari mutamenti di casa una più tarda nota ricorda che quel volume di brutta carta e di faticosa lettura (.Casa editrice Figli di Angelo Bietti, Milano, 1899) entrò a far parte del mio... patrimonio spirituale nel 1902, l'ultimo anno della mia permanenza nella città di Ugolino, di Cinzica dei Sismondi e... dei tamburini di Curtatone e Montanara, che la mia curiosità bambina festeggiava ad ogni ricorrenza nazionale. Quello fu il primo libro che mi fece prendere contatto con il Risorgimento. L'ultimo avrebbe potuto'essere II processo Orsini della collezione I grandi processi della storia (Roma, Editrice Demetra, 1944), comperato il 3 maggio 1944 e rimasto in bella vista sul mio scrittoio quando, dopo il coprifuoco dell'indomani, mi cercarono per arrestarmi... Ma questa è un'altra storia, come annunciava Kipling, e, ad ogni modo, come disse l'incaricato di quella fortunatamente fallita spedizione: L'aquila era scappata con tutte le nova. Prosit!
Tra quel Pellico pisano e l'Orsini romano erano passati quarantadue anni durante i quali il devoto discepolo di Michele Rosi ha continuato a sentirsi in casa propria tra gli uomini e gli eventi del Risorgimento e ha raccolto quanti libri poteva su quel periodo. Per ricordarne almeno qualcuno, basti dire che a Palmanova, il 28 agosto 1916, mi sono regalato Da Messina al Tiralo, Viaggio di un uomo senza testa compilato da un uomo senza testa, di Raffaele Villari, in una edizione, ahimè* di {niella casa editrice di via Pasquirolo a Milano che l'amico già accennato respingeva sdegnosamente. E già prima, al passaggio per Udine nella lunga marcia di trasferimento dall'Alto Isonzo all'Altipiano d'Asiago (un po' di ferrovia, siamo onesti, l'abbiamo ancbe usalo), ho avuto, per la modica somma di 90 centesimi (ma d'allora...) quél Garibaldi nel Trentino. Cro naca e documenti, edito l'anno prima da Ravà e C. Era proprio il 24 maggio,