Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
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1971
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Vecchi Libri, vecchi amici
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anniversario dell'entrata in guerra... Una nota del 23 novembre dell'anno successivo rammenta che l'ho riletto a Brùgine. Che successo! E siano ricordati SI Felice Orsini di Alessandro Luzio. preso a Pistoia durante una sosta della tradotta che mi riportava dalla licenza a Zenson il 27 luglio 1918, e le Memorie politiche dell'Orsini (edizione Sonzogno, purtroppo...), acquistate a Firenze il 20 ottobre 1919, quando, non più grigioverde, ma libero cittadino, mi inebriavo con mio padre del sereno splendore dei suoi capolavori e non pensavo certo di dover un giorno curarne il testo definitivo sull'autografo. Come non avevo immaginato, durante la licenza del febbraio 1918, che alla terza edizione della Liberazione di Roma nell'anno 1870 di Raffaele Cadorna sarebbe seguita quella dovuta al mio carissimo allievo Giuseppe Talamo con una mia prefazione, più di mezzo secolo dopo.
Ma perché non ricordare che, quando sono entrato in Gorizia alla testa del carreggio della e Brigata Potenza ... Avrei voluto vedere voi guidare tutta quell'ira di Dio di cavalli, muli, carrette da battaglione e materiali vari attraverso reparti d'ogni genere, provenienti da tutti i quattro venti dello spirito è no, comandati da ufficiali il più modesto dei quali era, per lo meno, colonnello, e riuscire a passare, nonostante le intimazioni, le minacce, le bestemmie, per non lasciare un giorno solo gli uomini del 271 e 272 fanteria privi del necessario e di quello che è ancora più necessario, il superfluo... Che cosa avreste fatto a Gorizia, il 13 novembre 1918? Sorridete pure: io mi sono regalato Garibaldi e i Mille di George M. Trevelyan, che avevo avuto la fortuna di incontrare l'anno prima, dopo la Bainsizza, quando prestava servizio a Villa Trento , un ospedale da campo inglese, diretto dall'archeologo Ashby, conoscenza universitaria romana, nei pressi di San Giovanni di Manzano. *) E, na-
1) Mi eia consentito di pubblicare integralmente le lettere inviate dal Trevelyan dopo la sna nomina a dottore honoris causa dell'Università di Torino e a socio onorario dell'Istituto per la storia del Risorgimento: Giugno 24-1957.
Illustre Presidente, non posso abbastanza ringraziarlo per la Sua gentile lettera del 18 giugno. L'onore che mi ha fatto l'Università di Torino è dupplicato ricevendo l'approvazione del Presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento. Mi creda eignor Presidente, che mi trovo commosso leggendo il "Suo ricordo del nostro incontro 40 anni fa presso Villa Trento. Sono oggi vecchio (81 anni) debole ed in parte cieco. Per queste raggioni vuole scusare gli errori di questa lettera.
Il suo gralissimo
"6. M. Trevelyan Domenica nov. 10-1957
Illustre signor Presidente, non posso abbastanza esprimere la gioia che ho sentito a cuore, ricevendo la Sua gentile lettera del 5 nov. I/onore è grande de trovarmi accettato socio onorario dell'Istituto per la storia del Risorgimento. Uno mezzo secolo è passato dopo quei bei giorni della mia giovinezza quando ho studiato le cose garibaldine con tanto entusiasmo (e resta sempre), viaggiando (molto a piedi) fra le montagne e città dTtalia da Marsala fino a Venezia e le Alpi, sopra tutto a Roma. Sono troppe vecchio (e cicco) di sperare lasciare ancora una volta l'Inghilterra, neanche per rivedere la mia cara Italia. Ma ne ho sempre in mente e cuore le scene tanto amate. Trovo oggi molti Inglesi che riguardano sempre il vostro Garibaldi con amore non sentito per altri stranieri storici. (Il mio amico Mack Smith del Collegio Queens Cambridge pubblica vari studi Garibaldini). Bisogna che Lei scusa i molti errori in questa lettera; io sono appena cieco, e molti anni sono passati dopo il mio uso quoti-