Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <450>
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Alberto M. Ghisaìberti
turulmcnte, visto che il drammatico 25 ottobre dell'anno prima, ripiegando dallo Stol, avevo perduto Garibaldi e la formazione dell'Italia del nobile studioso britannico, anche questo l'ho sostituito in Gorizia liberata. Garibaldi e la difesa della Repubblica romana mi aveva, invece, raggiunto il 5 settembre 191-8 die* irò l'argine di San Marco, a Ca' Giudici già ricordata.
Non era affatto un libro di storia del Risorgimento quel n. 7 della minu­scola Biblioteca Diamante del Perino (Roma, 1892, Centesimi 20 il vo­lume ) che conteneva La vita di Cola di Rienzo di Autore anonimo e mi andò smarrito a Caporelto con le carrette della mia compagnia Fiat (Ma le armi le riportammo indietro tutte, a spalla; anzi, ve ne aggiungemmo una tro­vata per strada...). Niente stòria del Risorgimento, ma a me caro ugualmente quel librettino comperato, la prima volta, sulla porta del Liceo Umberto I da un rivendugliolo che ci procurava gli ultimi avanzi della produzione dell'editore piemontese fattosi romano dopo il '70. La vita di quell'uomo di basso legnag-gio , figlio d'un tavernaro alla Regola e d'una Maddalena, la quale vivea di panni lavare e d'acqua portare aveva destato in me sempre grandissimo inte­resse. Non fa meraviglia, quindi, che otto anni dopo fossi lieto di ritrovare un'altra copia di quel volumetto e, più tardi, cedessi ben volentieri all'invito di Cesare de Lollis di curare una edizione della Vita di Cola.
Ma basta con i libri acquistati, letti o perduti in guerra tra un assalto e un ripiegamento, tra un sogno troppo fugace e la tragica realtà d'ogni momento. Sorridiamo piuttosto alla solenne e ottimistica epigrafe che imposi, una volta rimandato a casa per pochi mesi durante l'armistizio come ufficiale-studente (e non ho fatto neppure un esame...), alla seconda edizione di Parole e sangue di Papini, Bello composito tranquille placideque vitani traduco... . Decisamente il solo commento possibile, sempre in latino, è Ncmo propheta in patria .
Nel ricordo dell'articolo di Prezzolali chiediamoci perché Vincenzo Mo­rello, che gli strilloni evocavano immancabilmente ogni sera: La Tribuna quartaaal co* l'artìcolo de Rastignacche, la Tribunaa! avrà lasciato uscire di casa le Commemorazioni italiche che Alfredo Comandali gli aveva ornato di una bella dedica. La morte impedirà a Baldassarre Labanca di sapere che II Cri­stianesimo e il Giudaismo a Roma* offerto nel 1911 in segno di stima e d'af­fetto a Basilio Magni, finirà, nel 1914, per la trafila del sor Ulisse Carboni alle Muratte e per poca moneta, nelle mani di un allievo dei suo successore Umberto Fracassini, non più, rettore del seminario di Perugia. Io sono una quercia colpita dalla folgore, confidava una volta il Maestro a quel suo allievo nello uscire da palazzo Carpegna... E soltanto negli eterni riposi il ministro guardasi­gilli Zanardelli avrà saputo che il Codice penale per il Regno d'Italia, accompa­gnato da una sua lettera ad Enrico Pessina scritta il giorno della sanzione reale, 30 giugno 1889, e andato a finire nelle mie mani profane.
Qualche volta il lettore lascia traccia del suo passaggio in sottolineature, in­teriezioni, note e commenti, purtroppo non soltanto sui libri di sua proprietà. Guai se ripenso a chi mi ha guastato la prima edizione dei Colloqui di Goz­zano. Grandi meduse! capelli * da eroina dannunziana, occhi da peccato mor­tale (e senza trucco vistoso...). Ma anche se non quelli d'Omero e di Valimela,
diano delia lingua la più Bella dello lingue europee. Mi piace enormemente di sentire che l'amicizia antica fra l'Italia e l'Inghilterra e staiti Imeni e ri no vaia. Esto perpetuai Mi creda, illustre Presidente sempre il Suo
Devot.mo G. M. Trevelynn >.