Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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pagina
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452
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452
Alberto M. Ghisalberti
quest'episodio del Penitenziere Maggiore destinato a esser definito più lardi, fior de papa e
bella galanterìa da tate e mamme pe fa' bolio a li lij impertinenti....
Perché non vi si è accennato mai in questa scorribanda tra libri vecchi e vecchi libri, non si creda che manchi nella mia modesta raccolta il nome prestigioso di Gabriele d'Annunzio. Lontani allora gli acquisti delle edizioni originali, delle tirature numerate, dei volumi con dedica (non a me), ma c'è anche lui, s'intende. E come potrebbe essere assente, se ho dichiarato altra volta che al suo fascino non aveva potuto sottrarsi quel giovane capitano mitragliere che sapeva a memoria centinaia e centinaia di versi del poeta e anche durante la guerra aveva cercato di assicurarsi opere sue? Debbo dire, anzi, che il piccolo elenco di queste ultime merita di essere completato. Accanto ho scritto allora ai volumi acquistati durante il rapido, ma intenso periodo della Scuola militare di Modena e agli altri che mi parlano ancora delle troppe brevi licenze, ridestano in me la malinconica magia del ricordo la nota apposta sulla Laus Vitaei in Padova, il 2 ottobre 1915, per il mio giuramento da ufficiale, e l'indicazione che le Canzoni della gesta d'oltremare le ho comperate nel settembre del 1916 a Palmanova, qualche giorno prima di salire sulla ricordata quota 208 Sud, e che la Beffa di Bue-cari, affettuoso dono di una sorella di mio padre, mi ha raggiunto nell'ansa di Zenson un mese dopo la battaglia del Solstizio, e ha riscossa, nell'edizioni fuori commercio per i combattenti, ricordo di un'amica gentile, all'in-domani del volo su Vienna, mentre la legatura in tela di gusto alquanto teutonico mi rammenta che Fedra l'ho acquistata a Trieste tre settimane dopo la liberazione . *)
Ma l'inclusione di d'Annunzio tra i miei libri, però, è più antica della Grande Guerra . A prescindere dalla quarta edizione sommarughiana del Canto Novo, che faceva parte della biblioteca giovanile di mio padre, il primo contatto con l'Imaginifico è avvenuto per il tramite di quella collana della Società editrice milanese, di Sesto San Giovanni, che, a 25 centesimi il volume, ha offerto a me studente di liceo Terra vergine (opera iniziale della raccolta, cui seguiranno le Novelle di C. Dickens), Primo Vere, Elegie romane. Il libro delle vergini (che avrà a suo seguito, con il n. 14, / vagabondi, di M. Gorki), Intermezzo di rime, che non avrebbe certo voluto servire di prefazione al n. 29, Le conquiste di Narciso, di Saverio de Montepin ... Si passa a ben altro tipo di edizione quando la porta del mio studio si apre, il 3 settembre 1914, per fare entrare 0 secondo libro delle Laudi, Elettra, con l'indicazione precisa (l'ho già detto che io sono pignolo) in Roma, dietro la Minerva, quando fu eletto pontefice Benedetto XV , che dannunziano certamente non era.
Anche il periodo del Primo corso allievi cadaveri di complemento , macabra facezia universitaria per designare la rapidissima preparazione a comandare uomini sotto il fuoco e davanti ai reticolati del nemico, fu, come fl'.è' ac-
*) Ved. la prefazione a FERDINANDO GBRRA, L'impresa di Fiume nelle parole e nel* Fazione di Gabriele d'Annunzio, Milano, Longanesi, 1966, p. 12. Cfr. anche A. M. GniMuii'iiìTì, La laurea honoris causa a Gabriele d'Annunzio, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LIV (1967), pp. 615-538.