Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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pagina
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454
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454
Alberto M. Gìmalberti
fedele attendente Antonio Fontana, che si lamentava sempre per la difficoltà dì far entrare nella cassetta tulli quei libri (succeduto, nel '17 anche nel brontolare, a Giovanni Zaneboni di Sesto San Giovanni, classe 1884, che essendo rimasto ferito alla 208 Sud mentre mi portava il gavettone con la mensa, si preoccupò per prima cosa di passarlo all'ex attendente di Zorzi: Savioli, portalo al mio tenente! ) ma non ho voglia di andarne alla ricerca. Preferisco ricordarmi che la solita buona zia patavina mi fece arrivare a Cendon, la mattina del 26 settembre 1918 > le Prose scelte (16 migliaio). Cendon sul Sile, scuola passaggio corsi d'acqua: mi par di vedermi con il tenente Lelio Della Barba in succinti calzoncini e a torso nudo intenti a vogare alla veneta in mezzo ai nostri soldati che si preparavano a passare, un mese dopo, il Piave, mentre il parroco scaraventava proteste ufficiali al comando del reggimento per lo scandalo (?) che davamo. Non meditata, certamente, la scelta del volume (in genere, li indicavo io stesso), ma quando, varcato il Piave mi giunse dalla stessa cara donatrice La Gloria (7 migliaio, indice di uno scarso successo...), con quale gioia vi ho impresso con la mia brutta calligrafia l'indica-zione Oderzo, 31 ottobre 1918 ! Era per il mio battaglione la prima tappa sulla via della vittoria: gli applausi, le grida, i baci e gli abbracci di quella popolazione suscitavano il nostro pianto e ci facevano dimenticare le faticose veglie, le ansie tormentose, i dubbi malamente fugati di un lungo anno. Pigliarono Opitergio, pigliarono anche Aitino, ed Aquileia la splendida pigliarono , ed ora sul ritmo degli endecasillabi della Nave liberavamo quelle terre. Momenti indimenticabili che noi vecchi siamo fieri di aver vissuto.
Ho già accennato a qualche acquisto di libri compiuto a Gorizia e a Trieste liberate, ma di troppi ancora dovrei parlare. Se non altro, anche se non si tratta di d'Annunzio, di Patria Terra* di Riccardo Pitteri, omaggio reso ad un gentile poeta e ad un autentico patriota 1*11 gennaio 1919, data di un incontro triestino, dopo più di tre anni di lontananza, con Federico Comandali, l'amico che alla Scuola di Modena ci aveva portato la notizia della morte di Renato Serra, motivo per moltissimi di noi di grande commozione. Con gli Scritti critici del Serra era cominciata la mia conoscenza, in seconda liceale, dei Quaderni della Voce . Li avevano segniti, in terza, i due volumi de L'Università di Trieste di F. Pasini, e... nel salone di lettura della 208 Sud, il Rudyard Kipling di Emilio Cecchi; più tardi, nella licenza del febbraio 1919, Il Trentino veduto da un socialista di Benito Mussolini...])
Ma la mia carriera militare si chiuse, su per giù com'era cominciata sotto il segno di un libro del bianco lanciere , La Figlia di /orzo, di cui mi feci dono a Padova, insieme con i Fuochi di bivacco di Alfredo Oriani nella collezione con la copertina bockliniana del Laterza, il 7 ottobre 1919, all'indomani del congedo consegnatomi al Deposito del 27 fanteria all'ombra del Castello di Ferrara, dopo aver lasciato il mio gruppo mitraglieri Saint-Etienne della Pavia a continuare il blocco del poeta a Fiume... E così è finita per me quella che la gioiiHiana Tribuna aveva definito, il 24 maggio 1915. l'ultima guerra del Risorgimento .
ALBERTO M. GII ISALBKKTI
*> Dieci giorni dopo comperavo a Trieste La Dalmazia del dott. prof. Giorgio Dninelli, che ero stata preceduto dall'arrivo, il 3 febbraio 1917, a Baite Promonte, rlall:* 2* edizione di U Trentino del doti. Cesare Battisti, che.' aveva suscitato in me il commosso ricordo di incontri romani con Lui e con altri irredenti nel 1915*