Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <459>
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Libri e periodici
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Il libro si -divide in due parti, dedicate rispettivamente all'Isteria- e al Triregno. Nella prima parte, il primo capìtolo1' tratta del fondamentale rapporto di Giannone con Domenico Autista, dal quale l'A. ricava una duplice indicazione: l'interesse per Spinoza, che l'Autista manifesta nelle Scuole sacre (una delle fonti più importanti del Triregno , p. 53) attraverso una polemica lettura del Tractatus somoziano che è in realtà una testimonianza del profondo fascino esercitato su di lui da quest'opera; e quello per la elegante Jurisprudcnz della scuola olandese e tedesca. Ma mentre il primo tema viene poi sviluppato e seguito dal Ricuperati in tutto il libro e giu­stamente, poiché si tratta dell'esperienza di fondo dell'incontro col deismo , il secondo resta forse un po' in ombra. D'accordo che, per Ciannone, i termini sono molto mutati : il sottofondo non è più la cultura giuridica o il libertinismo erudito... quanto quella complessa esperienza che va da Spinoza a Toland (p. IX), ma que­sto è un discorso che può andar bene per il Giannone del Triregno più che per quello dell'Istoria; e in ogni caso non può costituire una ragione per dare dell'AuIisio una interpretazione abbastanza riduttiva, facendone un romanista in senso sistematiz­zante , per il quale la lezione concreta di storico e antiquario resta un semplice correttivo fp. 44). Come ricorda una bella pagina della Vita, all'Autista Giannone dovette infatti non soltanto la conoscenza di due opere fondamentali per la sua forma­zione come il commento di Gotofredo al Codice teodosiano e quello ai feudi del Guiacìo (pp. 47-48), ma anche l'incontro con i dotti, utili ed accurati commentari di Vinnio, appunto uno dei più colti e intelligenti rappresentanti della scuola olandese, che l'Autista riputava migliore di tutti (Vita, ed. Milano I960, p. 10). E Vinnio certo, come segnare e interprete di Grazio ed assai prima e meglio di Pufendorff propagatore della tematica giusnaiuralista nella scienza giuridica, rappresenta un punto di riferimento importante per capire rAulisio e con lui il cultismo napoletano del tardo Seicento e del Settecento, ormai più vicino alla giurisprudenza elegante che a Marino Freccia o al Turamini.2) I successivi contatti stabiliti da Giannone con l'ambiente degli Acta erudi torum e con Bijnkershoek, e anche la sua simpatia per opere come il De usu et authoritate iuris romani di Duck (cfr. pp. 139-141 e p. 165) o la Respublica iurisconsultorum di Giuseppe Aurelio di Gennaro (pp. 388*389) si spie­gano in questo quadro.
Dopo un secondo capitolo dedicato ad un disegno complessivo del ceto ci­vile, in cui si evidenzia anche l'uso politico della cultura giuridica nazionale, da Bodin ai gallicani, fatto dagli allievi di Francesco d'Andrea e maestri del Giannone ossia da Serafino Biscardi e Gaetano Argento -, l'A. compie un'accurata ricognizione dell'/storia civile per verificarne i temi già studiati nell'analisi della cultura po­litica e religiosa del vicercgno: storia civile come storia in cui il rapporto fra leggi e società è reciproco; storia politica in quanto portatrice delle esigenze del ceto civile a livello dello Stato; storia delle istituzioni ecclesiastiche nella prospettiva di un rinnovamento della tematica giurisdizionalista e anti curi alista (p. 144). Ed è lo stesso procedimento che viene adoperato poi per analizzare il Triregno, i cui modelli (l'onera del Toland, il Tractatus theologicus-polìticus di Spinoza, la storiografia protestante), ripensati criticamente da Giannone e ricomposti in un disegno storico ormai illu­ministico (p. 492), sono di volta in volta collocati nel dibattito culturale con­temporaneo, fosse quello sollecitato dall'ambiente erudito di Lipsia (cap. V) o dal­l'atmosfera piena di echi deisrici e libertini della cultura dei funzionari di Vien­na (cap. VI) o della società, protestante ginevrina (cap. VII).
Come per il rapporto di Giannono con. l'Autista, così per quello con Spinoza il
1) Già pubblicato in Saggi e ricerche sul Settecento, ciu pp. 94-171.
2) Cfr. anche la prefazione del VITACUANO ai Commentanti civilisti dell'Autista, ed. Napoli, 1720; la polemica con Turamini ad OB. nella q. III e Vili del tit de acqui-renda vel amittenda possessione., p. 9 e p. 23 dell'odi cit.; il richiamo ad autori della tarda scolastica, come il Navarro e Lessiti*, necessari punti di riferimento del giusnatu­ralismo olandese, ad es. nel to. Il, p. 481,