Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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pagina
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460
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460 Libri e periodici
problema che si pone è dunque quello del peso effettivo di queste e fonti dello scrittore napoletano nell'economia della sua opera* Il Ricuperati, come appare evidente dallo schema stesso della ricerca, tende a considerarlo decisivo, anche se non si tratta ovviamente di un rapporto passivo. Ed è un giudizio che persuade soprattutto in quanto permette di superare certi schematismi semplicisti alla De Ruggiero o certe incomprensioni polemiche (cfr. p. 144 e 540) che hanno avuto il torto di rinchiudere l'orizzonte culturale di Giannone in un arco di esperienze approssimative e provinciali. Persuade meno, tuttavia, quando presenta come un progresso rispetto alle stesse fonti quelli che appaiono invece come dei tentativi di ideologizzazione: che altro sono, in effetti, la profonda simpatia per lo stato longobardo dettala dalla prefigurazione dello Stato moderno in cui le leggi sono il frutto di una larga partecipazione (pp. 174 ss.), rispetto a fonti come Grozio e Si gonio; o l'idealizzazione di Federico li, il vero eroe della Istoria, il sovrano con cui la storia del regno raggiunge il suo punto più luminoso e in cui il processo di unificazione e di organizzazione dello Stato si realizza compiutamente (p. 181 sgg.), rispetto a Bodin o alla stessa letteratura eulta? Cosa si perde, cioè, nel passaggio da Aulisio a Gian-none, dalla storiografia erudita a quella civile? Non certo semplicemente l'atteggiamento scettico e libertino, ossia una componente-alternativa di un pensiero aristocratico, come sembra al Ricuperati,1) quanto piuttosto le prospettive di un'esperienza libera e di punta come quella della scuola francese ed olandese. Fallisce insomma anche per Giannone, come già per gli eruditi, -) il tentativo di un approfondimento metodico della medievistica.
GIULIANA D'AMELIO-
Terra di Bari all'aurora del Risorgimento (1794-1799). Atti del I Convegno di studio sulla Puglia nell'età risorgimentale, a cura del Comitato di Bari dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano; Bari, Laterza, 1970, in 8, pp. XXXH-737. S.p.
II volume ha inizio con una lucida sintesi di R. Moscati, con cui si sono aperti i lavori del Convegno, dal tìtolo: La Puglia dalla battaglia di Bitonto alla congiura di Stato del 1794. Egli esamina la posizione degli scrittori del sec. XVIII, che giudica di rottura e carica di pessimismo; tra essi il Galanti ed il Longano, che differenziano le condizioni di Terra di Bari da quelle, ritenute peggiori, della Capitanata e di Terra d'Otranto. Ma si trattava di casi eccezionali, limitati a qualche cittadina, mentre per il resto del paese, a parere del Lucarelli, del De Secly ed altri, predominavano gravi condizioni di arretratezza, dovuta soprattutto alla diversa conformazione fisica del paese. Intorno al 1780 però la situazione era condizionata dagli scritti e dall'opera di un groppo di pionieri che avrebbe aperto la via al Risorgimento. À ciò il Moscati contrappone una visione diversa, che trae spunto dai più notevoli studi contemporanei sul '700 pugliese, in cui si nota anzitutto l'impulso rinnovatore che trae le premesse dall'insediamento a Napoli di Carlo di Borbone, nonché le differenziazioni di carattere sociale che si possono cogliere in Puglia per tutto l'arco del sec. XVIII. Accanto a ciò va collocato un notevole sviluppo dell'agricoltura e del commercio, per concludere he le forze produttive di tipo borghese non mancavano in Puglia ed erano molto più solide ed articolate che nelle altre province del Regno di Napoli . Infine mette in evidenza Fonerà di G. Palmieri che rappresenta la sintesi del progresso della regione nel sec XVIII.
N. Cortese ha trattato 11 tema: La congiura di Stato del 1794 e Emanuele De Deo. Egli esamina le ripercussioni nel Regno di Napoli, anzi in Puglia, della rivoluzione
') Cfr. anche l'articolo su Giannone e i suoi contemporanei Lenglet du Frerooy, Matteo Egizio e Gregorio Grimaldi, in Miscellanea Walter Maturi, Torino, 1966, spec p. 63 sgg.
2) Cfr. M. ROSA, op. cit p. 41.