Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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pagina
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470
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470 Libri e periodici
MARCELLA GORRA, Nievo fra noi (Collana Critica 91); Firenze, La Nuova Italia, 1970 in 8", pp. 308. L. 2500.
Anche se molli capitoli del presente volume non riguardano l'attività politica del Nievo o le vicende della sua biografia di soldato dì Garibaldi , a noi sembra opportuno rammentare alcune pagine della Gorra che con perizia e intelligenza critica ba di recente raccolto e pubblicato la produzione poetica del patriota lombardo veneto nei Classici Mondadori ed ba voluto riunire alcuni saggi e relazioni in un e generale disegno storico e interpretativo di Nievo , che vengono di rincalzo ed a commento rispello al lavoro finora compiuto. Ed è fuori di dubbio ormai che il Nievo meriti un'attenzione maggiore che non in passato, proprio per la sua attività pubblicistico-politica, per la sua poesia con intenti civili, pel teatro che dibatte problemi ben vivi e scottami ai suoi tempi (è da vedere, a questo proposito l'ampia e importante introduzione del Faccioli all'edizione einaudiana del Teatro); e la Gorra, che in un lungo saggio ba composto il disegno della lunga notte della critica nie-viana, è ben consapevole dell'importanza della questione ed ha studiato con acume e ottimi risultati pseudonimi, censura crittografie, temi nuovi e tradizionali giungendo ad una precisa caratterizzazione della figura e dell'opera del Nievo nel suo tempo, nell'ambiente culturale, nella vivace polemica quotidiana che contraddistingue tanto gli scritti più impegnati, quanto le lettere. Se nel primo capitolo si parla di scelta positiva del Nievo di fronte al romanticismo (il che significa pure un confronto col Manzoni e con i maggiori della letteratura dell'età romantica e dopo il '48), con una enunciazione nuova di < poesia popolare e insieme la proposta di leggere in modo differente alcuni lavori cosi detti minori dello scrittore, nei capitoli seguenti sono studiati alcuni motivi della poesia e dell'ideologia nie-viaria, le radici delle Confessioni medesime, le polemiche e il processo àélTÀvvoca-tino. i fatti e i misfatti della censura, i Bozzetti veneziani ecc. Sotto il profilo della battaglia politica, meritano segnalazione in particolare le pagine dedicate agli Apologhi, prima sezione delle Lucciole, perché le sciarade, gli indovinelli le fantasie strambe ed enigmatiche nascondevano il senso storico (cioè politico) che i lettori dovevano indovinare; così rievoca quel tempo Saverio Scolari a proposito della collaborazione del Nievo alla Rivista veneta* Gli avevo fatto la .proposta di collaborare nella Rivista Veneta, periodico che intendeva raccogliere le giovani forze che la generazione uscita allora dagli studi poteva offrire alla già matura nella lotta contro la dominazione straniera che tutti si sentiva prossima al suo fine. Combatterla all'aperto non si poteva che usando della penna, e di arte e destreggi amenti, non tanto sottili, certo, che bastassero a sgattaiolare di sotto la legge. Persino la chimica, la meccanica e magari l'astronomia si piegavano a parlar un gergo che voleva dire: mandiamoli a casa loro (p. 224). E il Nievo mise sovente in pratica questi destreggiamenti, tanto che in questa chiave devono esser lette varie poesie delle Lucciole, come scrive la Gorra aggiungendo: I dotti sono inclini* chissà perché a sorvolare sulle condizioni di permanerne soffocamento in cui gli scrittori impegnati nell'azione risorgimentale dovevano ingegnarsi ad esprimersi; o per lo meno, sono inclini a non insistere nel rappresentare questa condizione (p. 224). E in tal senso la recente lettura dei versi ni e v! :i ni risulta autentica e ben più limpida, non soltanto in chiave dì idillio, di ironia o di umorismo, eco.
RENATO GIUSTI