Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
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1971
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Libri e periodici
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FIORELLA BARTOCCINI, La 4. Roma dei Romani* (Memorie, 26); Roma, Istillilo per la storia del Risorgimento italiano, 1971, pp. XI1-553, L. 6000.
Da parecchi anni Fiorella Bartoccini è venuta affinando una conoscenza puntuale di ogni aspetto della società e della politica a Roma prima del 1870. Dagli studi sul Muratti>mo alle voci di enciclopedia sui Bouaparte, attraverso vari contributi monografici e occasionali e soprattutto attraverso uno studio attento sulle fonti più diverse e mal note, la Bartoccini è diventata un esperto di primo ordine di quella età. La Roma dei Romani, presentata ora nella collana dell'Istituto per la storia del Risorgimento, né è la prova più impegnativa.
Come sempre quando si è di fronte non a nn lavoro prevalentemente erudito, ma ad un organico disegno interpretativo, quel che più importa esaminare è la sua impostazione e la corrispondenza dei risultati all'impostazione medesima. Ciò non toglie che sia giusto sottolineare subito l'ampiezza del materiale documentario adoperato e molte volte scoperto sia attraverso le carte ufficiali del governo di Torino e di Firenze e quelle del governo pontificio, sia attraverso raccolte private e fondi specificamente romani a cominciare da quelli del Comitato nazionale romano, presso il Museo centrale del Risorgimento, oltre che attraverso uno spoglio molto ampio dei giornali e dei molli fogli e pampblets stampati negli anni sessanta. Tanto materiale era tale da potere facilmente soffocare più che sostenere rimpianto complessivo : la Bartoccini è riuscita ad evitare questo pericolo mediante uso selettivo e dosato delle fonti e un'attenta inserzione delle stesse citazioni testuali nel luogo opportuno del suo discorso. Questa cura, unita a un periodare felice e a un'esposizione piacevole dote non frequente nella letteratura storica dei nostri giorni consente di risalire continuamente, dalla narrazione degli avvenimenti nella loro successione, ad alcune linee interpretative di fondo.
Già nella pubblicistica del tardo Risorgimento si era affermata, sia pure sotto forma di processo contro l'inerzia della cittadinanza, l'idea che l'annessione dell'ultima provincia pontificia avrebbe dovuto porsi il più possibile come problema ed esigenza di una Roma dei Romani. Fiorella Bartoccini riesamina questa idea, nella sua genesi e nell'uso che ne fecero via via singoli statisti, pubblicisti, cospiratori, e ne ripercorre il fallimento, che essa vede consumarsi nel tentativo del 1867, l'anno della prova >, né più imporsi validamente nel 1870 neppure nell'occasione, ormai scontata come esito, del plebiscito di annessione. Ma vuole individuare meglio le cause del fallimento : per far questo, sceglie la strada di una ricerca sulla forma-poco conosciuta di azione, segreta e sotterranea, che si nascondeva dietro quella ufficiale, un'azione tesa all'aggancio e alla guida dei Romani da parte dei governanti italiani, e contemporaneamente di una indagine su Roma e sui suoi abitanti, sulle loro idee' e suUe loro scelte, liberata il più possibile dai giudizi stereotipi che a suo tempo ne furono dati da delusi osservatori dell'Italia appena formata.
Forse il primo tipo di ricerca quello relativo all'azione politica, esterna, ri* volta a sollecitare una iniziativa dei Romani - ha raggiunto in questo libro risultati più compiuti che non la seconda. Lo stato degli studi, la prevalenza di un certo taglio tradizionale del lavoro storico, invogliano evidèntemente assai più in questa direzione: l'altra richiede un'analisi spesso molto frazionata, individuale, che sconfina nella sociologìa e nella proso pò grafi a e che offre una documentazione meno agevole. Tuttavia l'autrice aveva fin dall'inizio ben presente anche questa esigenza e ha voluto fare i conti con essa : le pagine che alla cosiddetta massa romana, < nelle sue strutturazioni sociali, nelle sue condizioni di vita e di lavoro, nei suoi ideali e abitudini , dedica In più punti, ma soprattutto nel bel capitolo Iniziale su La Roma del papa e poi nel bilancio della vigilia del 1870, sono fra le più valide o meritano che vi ai richiami l'attenzione.