Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
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1971
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Libri e periodici
Riguardo alla politica dei governi che si succedettero nel Regno da Cavour in avanti, le osservazioni pia nuove della Bartoccini ci sono sembrale quelle sull'opera del gabinetto Mingbetti e di Pernzzi in particolare. Le pagine dedicate al gruppo romano nel difficile periodo seguito ad Aspromonte sono largamente basate su documenti e carteggi originali nei quali affiorano tutte le tensioni fra il Comitato e gli esuli capeggiali da Checchetelli, le incomprensioni fra i più dinamici ministri Pcruzzi in testa e i preoccupati e realistici cospiratori romani, le divergenze fra correnti interne al Comitato romano a seconda non solo delle inclinazioni politiche ma delle generazioni e dell'estrazione sociale. E tutti questi elementi contraddittori riaffiorano clamorosamente nei mesi del '64 in cui la morte di Pio IX sembra imminente e Pernzzi spinge a programmare l'insurrezione, alla quale i patrioti sul posto si sentono invece impreparati. La Convenzione di settembre, maturata in condizioni di poca chiarezza da parte dei suoi stessi firmatari, verrà presentala dagli esuli ai loro concittadini come l'affermazione del diritto della Roma dei Romani alla autodecisione: in realtà sarà soprattutto l'inizio di un periodo di tregua e addirittura di passività fra la popolazione.
Importanti ci sembrano anche le osservazioni svolte dalla Bartoccini a proposito di Ricasoli nei due periodi di suo governo. La descrizione dì quanto fossero venute cambiando non solo la sua politica verso Roma, ma la sua condotta politica e l'atteggiamento morale in genere da quando succedette a Cavour a quando tornò al governo nel '66 è utile anche alla biografia, spesso stereotipa e monocorde, che di Bettino Ricasoli ci viene tramandata. Una duttilità, una concretezza, quindi una capacità di iniziativa, assai nuove rispetto all'immagine che il barone aveva voluto dare dì sé nei tempi della unione della Toscana all'Italia e del suo primo ministero, si manifestarono dinanzi al riproporsi della questione di Roma. Eppure nemmeno queste qualità bastarono ad aiutarlo nella vicenda del '67, che parve a molti la controprova del lealismo pontificio o almeno dell'inerzia politica ormai prevalerne fra i Quiriti.
Ma veniamo all'altro aspetto dello studio di Fiorella Bartoccini, del quale abbiamo rilevato l'interesse e la modernità di analisi: quello che esamina la società romana e le tendenze che in essa lungo gli anni si manifestano.
Alcuni tratti vengono indicati dall'inizio come caratterizzanti, costitutivi di questo mondo. Tale il forte isolamento verso l'esterno, dietro un fossato fatto di divieti politici, di peculiarità ideologiche ed ecclesiastiche, ma anche di eccentrica colloca-zione geografica e di lontananza di altre città e nazioni. Tale la separazione fra classi sociali, più drastica che altrove (opportunamente in queste pagine ci si sofferma a lungo sulla aristocrazia da un lato, sul popolo minuto dall'altro, lasciando per ultimo il discorso sulla borghesia, che restava un ceto scarso per numero e poco compatto e incisivo come sostanza). E tale, quindi, anche hi diffusa ignoranza dei motivi di una nuova società liberale e nazionale e di un discorso politico-culturale aggiornato, fin tanto che nell'ultimo decennio e specialmente negli ultimi cinque o sei anni prima del 1870 intervenne come elemento di rottura una inconsueta circolazione di persone e dì cose.
Su questa linea di indagine, la Bartoccini adduce importanti prove di una presenza popolare nel partilo liberale e nazionale dopo il 1849, pur nella sopravvivenza, specialmente episodica ed emotiva, di un tradizionale attaccamento del popolo minuto al papa. Naturalmente, quella presenza solo di rado si nutriva dì discorsi democratico-repubblicani o di motivi sociali: più ohe altro circolavano in essa una pò* Iemica contro il potere costituito, il potere deridile, e quindi contro il potere temporale e una parola d'ordine dell'unione di Roma al Regno d'Italia agitata con il tono miracoliti(;, con il miraggio dei paradisi futuri . Su tale base visse il partito della cospirazióne e si organizzarono le squadre di una diecina di persone