Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <473>
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Libri e periodici
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ciascuna, capeggiate in genere da un artigiano, un piccolo commerciante, un artista, uno studente, una persona cioè cui era possibile mantenere il legame con la base popolare da un lato e con i professionisti, gli intellettuali, che costituivano il nucleo dirigente del partito, dall'altro .
La staticità della società romana fu messa per la prima volta seriamente in pe-jricolo solo nel 1859-60. A quel ponto si ebbe, dopo una breve vampata di eccitazione patriottica, una restrizione del partito italiano a una minoranza : ma ciò non sem­plicemente per l'evolversi della congiuntura politica, bensì per altre ragioni. H fatto è che la vita stessa della città appariva trasformata...: si era riempita di forestieri, e non di quei turisti stranieri, ma di gente nuova, di esali italiani tormentati e inquieti, pieni di problemi e di rancori, smaniosi di azione... Stava avvenendo qualche cosa di molto importante: iniziava, sul piano conservatore e reazionario, la trasfor­mazione della città pontificia in italiana, e iniziava proprio per opera di quella gente che apparentemente ne voleva difendere i tradizionali valori supernazionali .
Fiorella Bartoccim segue attentamente le manifestazioni della nuova apertura in atto da quel momento, prima sotto segno reazionario e poi lentamente anche sotto segno liberale-nazionale. E dimostra intelligentemente come, allorquando le circo­stanze del settembre 1870 consentirono di tagliare il nodo di Roma, il rovesciamento di segno fosse appena iniziato. Da questo ritardato e contraddittorio processo in atto nel tessuto cittadino derivò dunque, forse più. che da altre vistose ma epidermiche cir­costanze, la famosa passività dei Romani nell'ultima fase del dominio temporale. Via via, dal '61 in avanti, si approfondiva del resto una differenziazione fra il e partito clandestino e I* opinione , aliena da iniziative di lotta e rivolta piuttosto ad attendere da Torino e Parigi una soluzione del problema dello Stato pontificio. E il crescere di peso di questa moderata opinione era conseguenza e causa insieme della passività politica fra i Romani. La figura di Michelangelo Caetani, studiata a fondo dalla Bartoocini in tutte le sue sfumature anche attraverso il ricco archivio fa­miliare, era quanto mai tipica di un ambiente temperato di simpatie italiane formato soprattutto dell'alta società, intellettuali, avvocati, scienziati: il modo tutto fatalistico di credere all'avvento dell'Italia in Roma poteva fare di lui un personaggio rappre­sentativo ma non certo un condottiero di una battaglia. E intanto il Comitato nazio­nale e gb" esuli si bruciavano in ordine sparso attraverso le vicende del decennio e attraverso il succedersi dei governi italiani.
Proprio sulla composizione degli esuli (oltre che dei processati e dei perquisiti, la cui appartenenza sociale risulta essere fra il 1861 e il 1862 quanto mai varia) viene condotto qui in più punti un esame puntuale. Si trattava di quattro, cinquemila persone all'inizio, forse il doppio alla fine del decennio. Una parte modesta era formata dai politici in senso proprio, mentre gli altri erano e per lo più povera gente, che fug­giva la cronica disoccupazione o tentava di trovare altrove posti meglio remunerati, (camerieri, vetturini, muratori, operai conciapelli); numerosi erano anche gli arti­giani, che non trovavano più la tradizionale sicurezza economica..., i borghesi, im­piegati e professionisti, che cercavano nella penisola possibilità di sistemazione. Molti fra costoro restavano nelle provincia più vicine, come Napoli, Livorno, Firenze, e, soprattutto, nell'Umbria, e dovunque cercavano di ricostituire il loro mondo , mostrandosi molto più attaccati alla comune e romanità che alle diversità di estra­zione sociale. Del resto l'inserimento civile e morale nel nuovo paese non ora facile, né mancarono parecchi casi di rientro a Roma dopo esperienze oltre confine, natu­ralmente bene accetti dal governo pontificio.
Ma le occasioni di scambio e di contatto si facevano, negli ultimi tempi, molto più numerose in tutti i campi. Se era diffìcile una armonia a livello culturale, le novità nel senso di nna italianizzazione si intensificavano sul piano della vita civile, nei ritmi e nelle abitudini della esistenza quotidiana . Sì erano semplificate le con-