Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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pagina
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Libri e periodici
dizioni per il transito in Roma della posta, delle merci, degli uomini, delle monete; per evidenti ragioni di sopravvivenza l'economia locale aveva dovuto aprirai a quella italiana, e furono e numerose le rappresentanze e le missioni di società italiane, specie nel campo delle costruzioni ferroviarie e delle assicurazioni, e le iniziative individuali degli affaristi e dei commercianti. Importante fu l'apertura della ferrovia che univa Napoli a Firenze, grazie alla quale si moltiplicarono visitatori e passanti, mentre aumentavano i viaggi di romani oltre confine per trovare parenti e per occuparsi di faccende patrimoniali, tanto più che i divieti del governo pontificio si facevano gradualmente meno severi.
Fiorella Bartoccini conclude il libro con un paragrafo tutto dedicato alla valutazione di siffatte novità, dimostrando come i Romani alla fine degli anni Sessanta fossero ormai passati dalla ignoranza dei problemi alla loro conoscenza, alla consapevolezza di una possibile scelta, sia pure in un clima ancora dominato dall'incertezza. Le mutate esperienze e i nuovi interessi non potevano non far lievitare esigenze e idee, i concetti stessi di società liberale di nazione, di capitale. D processo di italianizzazione della città, iniziato nel 1860 con l'arrivo degli esuli legittimisti e conservatori, continuava in senso inverso, preparando il passaggio delle trasformazioni dal piano della vita economica e sociale a audio delle idee . Certo, al Venti Settembre il processo non doveva essere ancora concluso, ma restava per così dire ambiva* lente e perciò di attesa: l'annessione risultò perciò molto più simile a un'affermazione del diritto degli Italiani che ad un atto di volontà nato entro la cerchia delle mura aureliane: per i Romani lo strappo fn brusco, e trovò una popolazione ancora impreparata, pronta a passare dall'applauso alla protesta, che faticò non solo a trovare la propria collocazione nell'ambito della vita nazionale ma a ricostruire un interno equilibrio .
Abbiamo qui accennato solo a qualche motivo di maggior rilievo, di maggiore novità, che in questo libro emerge. In realtà l'opera di Fiorella Bartoccini è ricca di risaltati e di spunti molto più. numerosi e in diverse direzioni, poiché le sue cinquecento fitte pagine non lasciano spazio a ridondanze.- Essa rappresenta un pilastro ben solido nella ricostruzione di una conoscenza non superficiale dell'Italia che si affacciava alla seconda metà del XIX secolo.
ALBERTO CARACCIOLO
GIOBCIO SPINI, L'Evangelo e il berretto frigio. Storia della Chiesa Cristiana Libera in Italici Torino, Claudiana, 1971, in 8, pp. 255. L. 2800.
Le vicende dei Protestanti italiani della Chiesa Cristiana Libera sono raccontate dallo Spini hi un delizioso linguaggio toscano e si leggono con vero piacere, perché nello scorrere delle pagine par di sentire la voce del narratore, a parte la melanconia che suscitano le traversie di questi pionieri della libertà di coscienza. Singolare il loro continuo contatto con i diseredati e il loro affiancarsi alle Società di Mutuo Soccorso, alle Fratellanze Artigiane e il relativo aggancio alla Massoneria, nonché ai nuclei socialisti dalla Valsesi a alla Sicilia.
Mentre alcuni nuclei protestanti in Italia collaborano con i Conciliatoristi, gli ambienti Cali oli co-liberali e la Chiesa Anglicana, come abbiamo potuto rilevare noi stessi nelle nostre ricerche a Londra, e parte dell'Evangelismo risorgimentale era confluita nell'alveo della Chiesa Valdese, nuclei autonomi intitolatisi Chiese Cristiane Libere vissero ideologicamente riannodandosi ai temi del Metodismo e la loro principale attiviti fu quella dell'insegnamento elementare, necessario data la piago dell'analfabetismo in Italia ancora perdurante su vasta scala. Vivevano con l'aiuto dei fedeli, ma, soprattutto, con le sovvenzioni americane a cominciare da quelle della
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