Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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pagina
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477
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Libri e periodici 477
DONA MAH liceo, Arturo Labriola e il sindacalismo rivoluzionario in Italia; Torino, Folutazione Luigi Einaudi, 1970, in 8 pp. 3S0. L. 4.000.
E questo il primo studio d'insieme, approfondito ed esauriente, su Arturo Labriola: non una biografia in senso proprio, ma un'analisi accurata della formazione e dell'opera politica di quest'ultimo, centrata in particolare sul ruolo da lui evolto nella storia del sindacalismo rivoluzionario italiano. Il che non toglie che fra i pregi del libro siano da annoverare pure numerose e interessanti precisazioni, rese possibili da scrupolose ricerche d'archivio, di carattere strettamente biografico, specie per quanto riguarda la prima emigrazione politica del Labriola in Svizzera ed In Francia dopo i moti del *96.
Tra i contributi pini solidi dell'indagine dell'autrice, è comunque senz'altro da indicare il denso e mosso capitolo dedicato alla formazione politica e culturale del giovane, anzi del giovanissimo Labriola. ciò sia per quanto riguarda la ricostruzione della vita pubblica napoletana dell'ultimo quindicennio del secolo, naturalmente con particolare attenzione agli ambienti democratici, mazziniani, radicali, anarchici, socialisti, i quali proprio in questo perìodo sono tutti in rapido movimento; sia per quel che concerne l'inserimento e la collocazione di Arturo Labriola in tali ambienti, le sue prime meditazioni ed iniziative, la sua ascesa cosi singolarmente celere a posizioni di primo piano in seno alla sinistra estrema napoletana.
La Marocco ha pure diverse cose sensate da dire su nn tema così dibattuto, e financo ormai quasi logoro, come quello della vita interna del partito socialista nei primi anni del secolo, delle polemiche fra le varie sue correnti, del revisionismo marxista. È in questo contesto ch'ella segue la trasformazione e lo sviluppo del sindacalismo rivoluzionario da t corrente democratico-repubblicana in corrente econo* mica, che eleva il sindacalo a strumento di rivoluzione. Affrontando uno dei punti nodali della sua ricerca, quello cioè della contraddittorietà fra le tesi sostenute in seno al partito socialista da sindacalisti rivoluzionari come Labriola e Leone, e la loro lungamente proclamata volontà di proseguire la propria opera nel suo ambito, la Marocco si chiede: Come si concilia l'abbandono non solo della tattica parlamentare, ma anche la sfiducia nello strumento del partito con la volontà di continuare ad agire in esso? Sta di fatto, a mio parere, e lo sbocco e la successiva dissoluzione della corrente sindacalista lo possono dimostrare, che in fondo la teoria sindacalista ha nn posto solo all'interno del partito socialista. Il sindacalismo dei rivoluzionari italiani è una prospettiva eminentemente teorica. Le situazioni concrete in cui pare ottenere verifica e cioè la conquista della camera del lavoro di Milano, e della stessa federazione milanese non sono un punto di lancio di un nuovo indirizzo, ma uno statico luogo di verifica di un discorso che non permette generalizzazioni. La costituzione dell'unione sindacale italiana nel 1911 a iniziativa di sindacalisti rivoluzionari e di anarchici non mi pare infirmare questa considerazione, perché essa presenterà connotati ben diversi rispetto alla linea del primiero sindacalismo. I sindacalisti italiani, a differenza dei colleghi francesi, elaborano la loro teoria sempre all'interno del partito. È quindi la loro alternativa del sindacalismo solamente una reazione all'indirizzo imperante del socialismo, che sfocia nel riformismo, non un'autonoma proposta che si elabori all'Interno dell'amili ente sindacale italiano, conosciuto nei suoi centri costitutivi, camere del lavoro e federazioni . Il sindacalismo rivoluzionario e quindi, secondo l'autrice, un fenomeno sostanzialmente esterno all'ambiente sindacale vero e proprio: In Italia nasce prima ancora che nelle camere del lavoro, nelle quali poi si trincererò, in seno al partito socialista come una frazione di estrema sinistra. Poi, quando il movimento si sarà maggiormente caratterizzato sul piano sindacale, le camere del lavoro gli offriranno assai più che le federazioni di mestiere un ambiente adatto. Infatti le camere rappresentano unii forma organizzativa caratteristica dei primordi del movimento operaio, più portata, per il criterio territoriale su cui si impostano, a intrecciare l'istanza rivendicotivo-slndacale e l'istanza politica >. II vero significato del sindacalismo non sta nei fragili organismi sindacali da esso impiantati dopo il 1907, ma nella reazione all'univocità della linea tu rutta na del collaborazionismo come cola via al socialismo. È un valore essenzialmente di spunti : Intenzione