Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <479>
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Libri e periodici
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giare le succitate prese di posiziono nei confronti del fascismo, una lettera inedita di Labriola a Orlando del 13 novembre 1921, che ella stessa pubblica in appendice. In tale lettera, anteriore all'articolo sul Resto del Carlino minutamente analizzato dalla Marocco, il giudizio di Labriola sul sempre più tumultuoso incalzare del movimento fascista è assai meno cauto e duttile. Egli scriveva infatti in questi termini all'ex-presi­dente del Consiglio : Sono stato a Roma dorante questi giorni di tumulto, e ne sono ripartito con una sensazione d'orrore, che ancora mi opprime. È tutto il mio senti-mento d'uomo del 20.mo secolo, che si sente offeso. Insomma: perché pagare le im­poste, ricorrere in giustizia, partecipare alle elezioni, avere un governo; quando si ammette che nel paese possa costituirsi un potere armato, il fascismo, capace di disor­dinare e distruggere i rudimenti di vita civile, che sono nel paese, e di proclamare la sua volontà di " farsi ubbidire "? E poi: che incoscienza è questa dei nostri uomini d'ordine nel non esprimere la loro riprovazione per un metodo di violenze private e pubbliche e per l'organizzazione palese di un potere armato, die rappresentano l'igno­to e l'enigmatico? Si illudono essi di poterlo dominare? Ma mi pare che è proprio di essi che il fascismo si burla ! Se il fascismo fosse " ordine " " conservazione " forti­ficherebbe lo Stato e l'orienterebbe verso l'ordine, magari verso la reazione; mentre esso, sostituendosi allo Stato, ci ricaccia allo stato selvaggio. Inoltre Mussolini annun­zia la "dittatura": non certo di Sai andrà o di Orlando o di Gioii tti, dei quali tutti egli si burla, ma la sua e della sua banda. (...) La dittatura dei fascismo: ci avete pen­sato? Vi siete domandato quale Francia o quale Inghilterra o quale Russia possa vo­lerla? Ma quando ci sarà questa dittatura, e le strade saranno colme di cadaveri di inermi cittadini fucilati, che cosa sarà degli uomini d'ordine? Le bande di Mussolini rispetteranno così quella proprietà e quello Stato che dicono di voler difendere? Scusa, caro Orlando, ma voi, uomini di " cartello " dovreste un poco preoccuparvi del fenomeno. Se non pensate a disarmare il fascismo, il fascismo distruggerà VItalia: o direttamente, rovinando lo Stato, o indirettamente provocando quella, resistenza ar­mata dei socialisti e dei comunisti, che ormai diviene anche una questione di diritto alla vita*.
Siamo ben lontani, come si vede, dall'atteggiamento di alcuni mesi dopo: l'analisi, e la diagnosi, sono precise e drastiche. Non sarebbe stato male se l'autrice si fosse posta il problema dei morivi che potevano aver indotto Labriola ad assumere, a cosi breve distanza di tempo, posizioni tanto nettamente contrastanti sul fenomeno del fascismo.
ALBERTO AQUAKONE
SEBCIO CELLA, Cento anni di giornalismo nelle Venezie. Profilo storico ; Padova, Ed. Stampaveneta, 1971, in 8, pp. 38. S.p.
Tracciando uno svelto profilo della stampa delle tre Venezie nell'arco di un secolo circa (con qualche riferimento al perìodo antecedente), il Cella offre un primo utile contributo di carattere generale accanto ad altri, dati in passato, su figure e mo­menti del giornalismo veneto, giuliano o istriano. È inutile dire che noi riteniamo assai importante una storia completa della pubblicistica, periodica e non, dal sette­cento in avanti, ben al di là delle ricerche di carattere particolare o locale, anche se è assai problematico il preparare un disegno generale in mancanza di studi per singole zone, città o regioni. É vero altresì che sembra giunto il momento ormai, dopo gli studi degli ultimi vent'anni, di non accontentarsi soltanto di rapidi e succosi profili, che, se danno una prima sistemazione alla materia, invogliano ancor più il lettore interessato. Tale è il caso del lavoro citato del Cella, il quale indica, volta a volta, l'argomento sul quale ritiene di dover rivolgere l'attenzione pei diversi periodi (prima del 1866; stampa liberale; stampa satìrica; cattolica, socialista, ecc.; età giolittiana; stampa degli irredenti) fino alla primo guerra mondiale, mentre rinvia ad un secondo tempo la trattazione del giornalismo degli ultimi cinquanta anni. Utili indicazioni bi­bliografiche accompagnano il breve profilo.
RENATO GIUSTI