Rassegna storica del Risorgimento
GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno
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1971
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Libri e periodici
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torna a parlare dcla lotta per l'indipendenza della nazione ceca, allargando il suo sguardo agli anni posteriori al 1914, e notando specialmente quale importanza assunse il concetto della libertà delle piccole nazioni, sostenuto con tanto acume da Ma* saryk , anche per l'influenza che potè esercitare sulla prospettiva del presidente americano Wilson. Nel capitolo dedicato L'Italia e i cecoslovacchi sono felicemente sintetizzati gli sforzi compiati dal gruppo della < Voce e dell'* Uniti saivcminiuna per promuovere un movimento d'opinione in favore dell'indipendenza dei popoli slavi, e più specialmente in favore delle libertà dei cechi e degli slovacchi, ni quali ben poca attenzione dedicava la diplomazia e 1 ambiente governativo, che tendeva piuttosto a salvar quell'impero austro-ungarico a cui peraltro si volevano strappare Trieste e Pola. Salvemini aveva notato realisticamente fin dal marzo 1915 che la demolizione dell'Austria era la sola garanzia che la trìplice Intesa, in raso di vittoria, potesse assumere contro una ripresa offensiva della Germania . I legionari cechi che combat* terono sul fronte italiano nel 1918, sotto il comando del col. Stefanik, espressero la loro gratitudine al gruppo dell'* Unita , mentre alcuni fra i più diffusi organi di stampa italiani giungevano a sostenere la causa Ielle nazioni oppresse dell'Europa centrale (sul congresso e sul patto di Roma dell'aprile del 18 rfr. le pp. 215-224 dello studio dello S.). L'opera si conclude con una precisa analisi delle persecuzioni inflitte ai patrioti eechi e slovacchi dal governo asburgico durante gli anni bui della grande guerra: dalla dichiarazione fatta dal deputato ceco Stanek al parlamento di Vienna il 30 maggio 1917 in favore della trasformazione dell'impero dualistico in uno Stato confederale, accolta con ira dai deputati delle terre tedesche e magiare dell'impero, già traspare, come nota lo S., una reale, se non esplicita, aspirazione allo smembramento del grande organismo dinastico (pp. 284-288). Ma il deputato Kalina avrebbe resa esplicita tale intenzione, trovando subito solidale l'Unione ceca, e la Nette Freie Presse avrebbe potuto scrivere, il 6 giugno del '17, che di fronte all'insurrezione par* lamentare degli slavi e dei latini non un gruppo di deputati s'era trovato isolato, ma lo Stato stesso . Per quanto riguarda la polemica che divampò in seno al parlamento di Vienna, prò' e contro le esigenze nazionali ceche, rimando alla succosa analisi dello stesso Stupori eh (pur rilevando che qua e là la sua simpatia per le istanze postate innanzi dai più avanzati fra i patrioti democratici, specie fra i cechi, lo porta a sottovalutare la forza delle correnti più moderate, che restavano fedeli alle tradizioni federalistiche, non radicalmente indipendentistichc, del cosiddetto austroslavismo). Il suo ampio studio si conclude con un preciso, sintetico cenno sulla costituzione della repubblica cecoslovacca.
ETTORE PASSEBIN D'ENTRÈVES
lialy front the Risorgimento to Foscism. An Inquiry imo the Origins of the Totali-tartan State. Edited with an Introduction by A. WILLIAM SALOMONE; Garden City, New York, Doubleday Company Inc., 1970, in 16, pp. XLII-557. 2.45.
Titoli di questo tipo, in cui si getta un ponte tra un fenomeno storico e l'altro o, più spesso, tra un personaggio storico e un altro successivo, sono lutt'altro che rari nella storiografia anglosassone: a volte stanno semplicemente a significare una delimi* fazione temporale della ricerca, l'inizio e la fine; di norma invece vogliono indicare tendenziosamente un collegamento tra eventi molto lontani tra di loro, quasi un rapporto di causa ed effetto (è evidente l'influsso della concezione whig della storia per la quale la ricerca delle cause del presente nel passato costituisce forse il volo teorico più ardito), un collegamento che non sempre resiste dinanzi ad una analisi storica dettagliata o crolla addirittura quando deve fare i conti con tipi come Lewis Namier. Personalmente, per fare un esempio, ci ha colpito moltissimo un Front Luther to Ifiller di William M. Me Govern: se, nella fattispecie l'accostamento tra Lutero e Hitler può riuscire suggestivo ed avere una qualche consistenza su un piano pura* mente teorico, è anche superfluo ricordare che lo storico ha altre esigenze e mentre da un lato professa la sua fede nella continuità del processo storico, dall'altro non identifica la continuità con. la consequenzialità. Eppure ogni crisi della democrazia,