Rassegna storica del Risorgimento

GHISALBERTI ALBERTO M. BIBLIOTECA PRIVATA
anno <1971>   pagina <498>
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NOTIZIARIO
XX CONVEGNO STORICO TOSCANO. - Togliamo dal Notiziario della Società toscana il resoconto del Convegno. Principina a mare? Dove diavolo è? domandavano incuriositi coloro che venivano a iscriversi al Convegno toscano. Il segretario assumeva un'aria fra misteriosa e compiaciuta: "Venite, rispondeva, e resterete ammirati. Ma venite subito, prima che la bellezza del luogo scompaia sotto Fondata di cemento che dilaga e soffoca tutta l'Italia ".
C'era poi nel programma un'altra promessa di grande interesse turistico: Castel del Piano e l'Amìata. I più conoscevano questi, luoghi e l'idea di passare dal mare alla montagna attraeva parecchio. Un recente romanzo aveva rispolverato la storia di Davide Lazzaretti; una gita sull'Annata dunque sarebbe stata ad un tempo una scoperta e un pellegrinaggio.
Oli, intendiamoci!, quel che spingeva soprattutto la gente a iscriversi era si capisce, c'è da metterlo in dubbio? l'interesse scientifico del Convegno, impostato sullo svolgimento della " Idea repubblicana nel Risorgimento " con relatori di solida dottrina e di chiara fama. Perciò le iscrizioni fioccavano; non c'era bisogno di solle­citarle, e le defezioni, quelle che capitano sempre all'ultimo momento perché Tizio si è preso un bel raffreddore e Caio sta per diventare nonno, sono state pochissime, da contarsi sulle dita.
Infine si deve aggiungere che lo schieramento degli storici si è rivelato impo­nente.
Sarà stata l'incantevole bellezza del luogo una foresta di pini ancora intatta che sì spinge fino al mare oppure l'esser concentrati tutti nei due unici alberghi del paese, il fatto è che la più bella caratteristica dei Convegni toscani, la cordiale familiarità, è stata confermata ancora una volta in pieno: un centinaio di amici in studiosa vacanza.
L'inaugurazione ba avuto luogo domenica 30 maggio a Grosseto, nella sala Eden, il cui aspetto, a dir il vero, non induce a severe meditazioni, ma fa pensare piuttosto alle dissonanti musiche da ballo e ai volteggiamenti e contorcimenti di estasiate, bar­bute, discinte coppie danzanti. Pensieri che non si addicevano certo ai congressisti per motivi di serietà ed anche confessiamolo, via! talvolta, raramente, per motivi cronologici. Perciò bene ha fatto il Presidente Artom a richiamare tutti aR'alto con­cetto dell'idea repubblicana, di cui ha delineato con rapida, vivace, efficace sintesi l'evoluzione dal suo modesto affacciarsi nel Settecento, alla lenta contrastata diffusione nella -prima metà dell'Ottocento, fino al rifiorire e al fondersi nel movimento irre­dentista.
Dopo il rinfresco signorile, offerto dal Comune di Grosseto, i congressisti si sono avviati a Principina. Fino al giorno precedente il tempo era stato perfido: pioggia, freddo, un ventaccio antipatico; ora, tntt'a un tratto, un sole meraviglioso inondava il paese, invitava a passeggiare, a godere del profumo dei pini e dell'acqua marina. Poteva essere pericoloso per la partecipazione dei congressisti alla seduta pomeridiana, ma costoro, si sa bene, sono tetragoni alle lusinghe della dolce vita e infatti sono accorsi numerosi ad ascoltare la parola di Furio Diaz che ha trattato da par suo del sorgere dell'idea repubblicana nel Settecento, confermandone la limitata diffusione. Si è trattato di un fatto più ideale che politico. Gli interventi di Franco Valsecela, che presiedeva, di Franco Venturi, Guido Quazza e Giuseppe Galasso hanno contribuito a dare alla discussione un tono assai elevato.
La mattina dopo Emilia Morelli ha parlato del mazzinianesimo. Per la Morelli, Mazzini è come una persona di famiglia con cui si discorre tutti i giorni; lo conosce alla perfezione. Perciò la sua esposizione è stata profonda e n un tempo vivamente sentita: a suo giudizio l'idea repubblicana nel Genovese ba sempre avuto un conte-