Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <508>
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Carlo Ghisalherti
La meditazione su tali idee si è venuta svolgendo nella contemplazione delle stratture italiane e straniere attraverso un lento e faticoso processo di matu­razione delle coscienze durante Finterò arco del Risorgimento con un iter che, malgrado certe contraddizioni, ha una sua coerenza ed una sua linearità. L'idea di Stato, infatti, del modo di essere della società politica organizzata sul piano istituzionale, delle sue finalità, del suo definirsi giuridicamente nella mutevolezza degli elementi contingenti ha rappresentato ài fulcro di una speculazione dottrinale che ha seguito di pari passo l'evoluzione delle strutture politiche. L'idea di costituzione, poi, come organizzazione di isti­tuti pubblici e come testo scritto che ne prevede e ne regola la vita, ha assunto anche, e soprattutto, in piena armonia con il pensiero dei tempi, la caratterizzazione di strumento di garanzia e di libertà ned. confronti del po­tere. Peraltro Stato e costituzione come vennero a configurarsi nel tempo da parte della pubblicistica italiana sensibilizzata dalla varia e spesso dram­matica vicenda degli ordinamenti nazionali dal Settecento in poi ed aperta al confronto ideale con quella delle dottrine e delle istituzioni straniere, e segnatamente con quelle di maggiore affinità culturale e civile, appaiono do­minare il panorama ideologico sia da un punto di vista strettamente politico sia da quello più dichiaratamente giuridico. Anche se l'idea di Stato è passala attraverso di vaglio di successive interpretazioni secondo le crisi e le trasformazioni delle strutture positive, ed anche se il concetto di costituzione si è presentato sempre con significati difformi, tuttavia e Stato e costituzione rappresentarono il fulcro di un dibattito iniziatosi mentre venivano a porsi le premesse della costruzione risorgimentale, protrattosi durante il processo unitario e che è tuttora aperto, anche se in termini nuovi.
Il carattere monocratico ed accentrato dello Stato venne posto in luce nel Settecento in vista del suo definitivo consolidamento istituzionale sulle molteplici infrastrutture, retaggio del particolarismo medievale, che ancora sussistevano tra la volontà sovrana del detentore del potere politico ed i sudditi, destinatari di questa volontà. La teorizzazione dello Stato assoluto, riflesso della costruzione della monarchia come unico centro di potere, si svolse più tardivamente ed in modo meno acuto forse in Italia che oltr'Àlpe per ài carattere arretrato e non unitario della cultura politica. Ma in quegli ordinamenti ove il potere regio aveva saputo imporsi con maggiore energia su quanti ne contestavano la sovranità, si sviluppò più forte il senso dello Stato , la coscienza della sua esistenza ed il rispetto del suo potere, identi­ficato naturalmente nel monarca. Poi fu il momento della teorizzazione delle finalità di progresso e di Socialità proprie dello Stato, mentre questo,
i) Su quoto dibattito, (Ini Risorgimento in poi, accanili e spanti utili nel libro di F. TESSITORE, Crisi 0 trasformazioni della Stato: ricerche sul pensiero gìuspubbli* cistico Italiano tra Otto e Novecento, Napoli, 1963.