Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <510>
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Carlo Ghisatberti
pensiero giuridico sui massimi problemi dello Stato, della costituzione e della concreta organizzazione istituzionale avvenne vedendo la pubblicistica ita* liana pienamente convinta della necessità per uno Stato di essere accentrato, perché solo in questo modo esso può conseguire le sue finalità.3) Così Stato ed accentramento, saldati in un indissolubile binomio da una pub­blicistica sensibilizzata ai problemi della razionalità e dell'efficienza delle istituzioni politiche ed amministrative, venivano ad integrarsi nelle forme costituzionali ereditate dalla Rivoluzione e dall'Impero anche se da parte di qualche politico, come il Balbo veniva opposto il preteso contrasto tra gli ideali rappresentativi della tradizione statutaria liberale e la centralizza* zione. -) Se persino la pubblicistica conservatrice della Restaurazione era rimasta aderente alla valutazione istituzionale ed alla concezione accentrata dello Stato, non è da meravigliarsi del fatto che coloro i quali contestavano in virtù dei postulati del costituzionalismo liberale l'abrogazione delle costituzioni da parte dei sovrani, fossero portati a difendere in linea di prin­cipio l'opera di costruzione dello Stato moderno compiuta dall'Antico Re girne nella sua ultima fase e, quindi, dalla Rivoluzione giacobina e dall'Impero, fondata appunto sul carattere accentrato ed istituzionale di quello. Che, infatti, appoggiare in quel momento il particolarismo plura­lista ed il conseguente disorganico decentramento delle funzioni pubbliche degli ordinamenti preunitari avrebbe significato dissolvere ogni sforzo verso la formazione di uno Stato unitario e moderno e contribuire per converso al ritorno a modelli di organizzazione politica medievale.
La pubblicistica maturatasi nella riflessione sulle vicende del trapasso dall'antico regime alla rivoluzione era destinata ad allargare i suoi oriz­zonti al contatto col mondo culturale germanico. Infatti la concezione hege­liana dello Stato e della politica, permeando largamente il modo di pensare dei teorici del diritto e dei giuristi italiani del Risorgimento, li rafforzò lar­gamente in determinate convinzioni. Al di là di una certa verbosità e di qualche incertezza che appare evàdente anche in certi esponenti del gruppo
-) Sol problema è Beno tener predente lo svolgimento della scienza amministra-Uvii-iìva italiana, fondata nel 1810 dallo stesso G. D. ROMAGNOSI con i Principi di di' ritto amministrativa. Si vedano al ri guardo: L. RAVA, La scienza dell'amministrazione nelle sue origini italiane e nel suo recente sviluppo, Bologna, 1898; U. Bonsi. 77 primo secolo détta letteratura giuridica amministrativa italiana, in Studi senesi, XX, 1914; C. Bozzi, 7/ contributo italiano agli studi nel campo del diritto amministrativo negli ultimi cento anni* in Atti detta Società italiana per il progresso dette scienze, Roma, 1939; M. S, GIANNINI, Profilo storico della scienza del diritto amministrativo, in Studi Sassaresi XVilI, 1940, pp. 60 agg.; L. MACNOM, Gian Domenico Romagnosi iniziatore detta scienza del diritto amministrativo in Italia, in Studi Parmensi* X, 1961.
) Cfr. al riguardo, C. RAt.no. Della monarchia rappresentativa in Italia, Firenzi", 1857, pp. 230 sgg.