Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <511>
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Per una storia costituzionale 51:3.
hegeliano di Napoli indotti dalla meditazione sul filosofo tedesco a riflet* tere sul piano delle dottrine giuridiche per primi l'ideale germanico dello Stato secondo iil diritto, si può intravedere in questa iniziazione italiana alla cultura germanica la recezione di due elementi fondamentali del pensiero hegeliano: il concetto esatto dello Stalo come comunità organizzata ten­dente ad abbracciare nella sfera politica l'intera società civile, e la valuta* zione realistica e positiva delle condizioni nazionali, premessa ad ogni pos­sibile discorso sui problemi istituzionali. L'ammirazione che il più giovane Hegel aveva manifestato per la costruzione statuale napoleonica costituiva un elemento essenziale nella formazione culturale degli esponenti della nuova pubblicistica italiana. L'accentramento, la costituzione, l'unità e l'indivisi­bilità dello Stato, erano altrettanti aspetti di questa costruzione e non avreb­bero potuto essere rinnegati o contestati a pena di rinnegare o contestare ormai l'intera costruzione e con essa l'intero processo culturale attraverso il quale si era presa coscienza del Risorgimento in atto. La valutazione delle con­dizioni nazionali, infatti, compiuta attraverso un profondo esame della realtà storica aveva mostrato l'impossibilità di risolvere i problemi istitu­zionali italiani in modo difforme da quello avviato dalla Rivoluzione in poi. Vi era, quindi, una profonda analogia tra l'impostazione filosofico-poli­tica mutuata dalla applicazione dei canoni hegeliani alla realtà italiana e la riflessione storico-istituzionale sulle vicende nazionali in quanto lo Stato risorgimentale avrebbe dovuto assommare in sé progressivamente l'in­tera società civile nella sua organizzazione politica rappresentandone la forma più progredita storicamente conseguita ed avrebbe assunto insieme per naturale tendenza quel carattere democratico proprio degli ordinamenti più avanzati. *) Pensieri per allora avveniristici, destinati però a sostenere l'opera di costruzione dello Stato sul piano teorico, mentre l'idea costitu­zionale, diffusa dal liberalismo moderato trionfava dopo il totale fallimento degli espedienti conservativi e reazionari delle monarchie amministrative. delle Consulte di Stato e delle carte ottriate concesse dai sovrani dei vari
1) Sulla complessità dei temi relativi alla diffusione del pensiero hegeliano in Italia, sulla conoscenza della filosofia tedesca nella penìsola, e sui rapporti tra hegelismo meridionale e Risorgimento efr. soprattutto, S. LAND ucci, L'hegelismo in Italia nelTetà del Risorgimento, in Studi storici, 19(55, IV* S. LANDI'CCI, H giovane Spa* venta tra hegelismo e socialismo, in Annali Feltrinelli 1963, Milano, 1964; G. OLDRINI, Gli hegeliani di Napoli: A. Vera e la correnti! ortodossa, Milano, 1964; G. VACCA, Politica e filosofia in Bertrando Spaventa, Bari, 1967; G. NEGREIXI,. Storicismo e ma-deratismo nel pensiero polìtico di Angelo Camillo De Mais, Milano, 1968} .-utiHe è an­che la recente edizione dei più significativi scritti di Bertrando Spaventa fatta da G. VACCA; efr., quindi, B. SPAVENTA, Unificazione nazionale ed egemonia culturale, Bari, 1969: una sintesi unitaria dell'hegelismo italiano del Risorgimento in . GARIN* Problemi e polemiche dall'hegelismo Italiano deWOttocento (1832*1860), in Incidenza di Hegel, Napoli, 1971, pp. 625 sgg.