Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <514>
immagine non disponibile

514
Carlo Ghùiiilberti
come è noto, quest'opera fu appena iniziata. Ed a tutela del nuovo Stato ri­sorgimentale restò la legge elettorale a suffragio ristretto " perché i nostal­gici del passato ed il clero temporalista ed intransigente non potessero som-mergere con il voto delle plebi incolte la borghesia liberale, ed a difesa dei-Punita governativa veniva esteso l'accentramento amministrativo, raffor­zandosi così nella burocrazia statale quegli strumenti di potere che la ren­deranno un soggetto di primaria importanza nella vita pubblica.2) In realtà il regime politico quale si era venuto configurando in Piemonte prima, ed in Italia dopo l'unificazione, non rivelava, né, peraltro, poteva rivelare quelle autentiche caratteristiche rappresentative e parlamentari capaci di bilanciare totalmente, sulla base di un organico bipartitismo, le alterazioni della vita pubblica del paese minaccianti lo sviluppo avvenire di una demo­crazia liberale. La contrapposizione bipartitica pura, di modello anglosas­sone, invano auspicata dal Balbo per il parlamento subalpino nel saggio Della monarchia rappresentativa in Italia, avrebbe presupposto diversa pro­venienza sociale e più ampia articolazione degli interessi sostenuti dalle forze politiche presenti nella Camera elettiva, ma in Piemonte la ristrettezza della rappresentanza politica e la caratterizzazione essenzialmente ideologica del suo agire, spesso condizionato da scelte drammatiche imposte dalla rivo-
J) Sol problema della legge elettorale durante il Risorgimento, la letterature non è troppo ampia. Si vedano, comunque, gli scritti di E. CUCINISELO, La legge elet­torale politica 17 marzo 1848, Torino, 1910; La Storia del Parlamento italiano, diretta da N. RODOLICO, voi. I: Le assemblee elettive del '48, a cura di G. SARDO, Palermo, 1963, pp. 294 sgg.; C. PISCHEODA, Elezioni politiche nel Regno di Sardegna (1848-1859), voi. I, Torino, 1965.
2) Il tema dell'accentramento amministrativo è slato oggetto di ampio dibattito nella più recente storiografia. Crr. A. CARACCIOLO, Stato e società civile Problemi deh Panificazione italiana, Torino, 1960; E. RAGIONIERI, Politica e amministrazione nello Stato unitaria, in Studi storici, 1 (1959-1960), pp. 472 sgg., poi ripubblicato in Pro­blemi dell'Unità d'Italia. Atti del TI Convegno di studi gramsciani, Roma, 1962, p. 337; A. PBTRACCHI, Le origini dell'ordì mi mento comunale e provinciale italiano. Storia della legislazione piemontese sugli enti locali dotta fine dell'antico regime al chiudersi dell'età cavouriana (1770-1861), 3 voli., Venezia, 1962; C. GHISALBEHTI, Contributi alla storia delle amministruzioni preunitarie, Milano, 1963, pp. 219 sgg.; H. C. FRIED. The italiun prefeets. A study on administrative policy, New Haven and London, 1963; G. MI­GLIO, L'unificazione amministrativa, in La formazione dello Stato unitario, Milano, 1963 (pubblicato, peraltro con qualche variante col titolo Gli aspetti amministrativi dell'unificazione nazionale, in Archivio dell'Istituto per la Scienza dell'amministrazione pubblica, II, Milano, 1962, pp. 1217 sgg.); C. PAVONE, Amministrazione centrale e am­ministrazione periferica da Rat tozzi a Ricusali (1859-1865), Milano, 1964, parte I: Pro­blemi dell'unificazione amministrativa; F. BENVENUTI, Mito e realtà dell'ordinamento amministrativo italiano, relazione al Congresso celebrativo del centenario delle leggi amministrative dì unificazione, Milano, 1SAP, 1965; G. PIVA, Il centenario delle leggi amministrative di unificazione, in Annoti della Pubblica Istruzione, 1966, voi. 1, pp. 17 sgg.; C. GHISALHEKTI, Aspetti di vita pubblica ed amministrativa nel Veneto in­torno al 1866, estr. da Clio, aprile-seu. 1966, pp. 293 sgg.